Reportage

Marina: il biglietto da visita della città

Autore: Alessandro Solinas,
17 luglio 2012, 10:24
Nel quartiere di fronte al porto percentuale record di residenti immigrati
Persone di origini straniere

Marina: “Condominio Multicolor”

Tutto cominciò durante i suoi primi soggiorni in Sardegna quando la piccola bambina dall'Europa dell'est cominciò a manifestare sospetto e scarso rispetto verso le persone di colore. Fu allora che Roberta, la sua "mamma sarda adottiva" in quei momenti di vacanza, si sentì in dovere di intervenire: "volevo farle capire che dietro ogni immigrato c'è sempre un uomo", ricorda Roberta Pistis. La strategia fu inedita ma efficace. Roberta prese per mano la bimba e, nel poco tempo a disposizione, la guidò in ripetute passeggiate a Marina, quartiere multietnico per eccellenza del capoluogo. Le escursioni nel centro storico riuscirono ad abbattere per magia il muro tra la piccola e un mondo a lei ignoto. All'ostilità si sostituì pian piano la curiosità: "La bimba ha incontrato persone di diversa nazionalità, ha ascoltato le loro storie. Ha conosciuto, in fin dei conti, la normalità". Dalle traversate per le vie del quartiere di fronte al porto è nato un libro: "Marina. Condominio multicolor": 115 pagine in cui Roberta raccoglie la testimonianza degli immigrati, fotografa dettagli delle loro usanze e dà voce ai loro pensieri attraverso mini racconti. "Non c'è nulla di inventato nel libro -precisa la scrittrice- ma in alcuni casi le storie sono mischiate". Dai ritratti emerge un rapporto mai scontato tra gli immigrati e la città: c'è ad esempio la bambina tunisina che sogna di tornare ad  Hammamet e si interroga continuamente sul senso delle differenze tra le religioni; ma c'è anche il giovane figlio di una coppia filippina che si sente  del tutto italiano (anzi, più in particolare, cagliaritano), nonostante quanto gli ripetano i genitori.

Le vicende del "condominio multicolor" proseguono nella seconda parte del libro con alcune interviste in cui alcuni cagliaritani dicono la loro sulla presenza degli immigrati nel quartiere. La scrittrice ha riportato tutte le versioni, anche quelle  politicamente meno corrette: "il mio obiettivo, con questo libro, era quello di far riflettere, senza la pretesa di insegnare. Ho evitato il buonismo forzato". Sul rapporto tra sardi e stranieri immigrati, Roberta Pistis è convinta che "in alcuni casi esistono dei conflitti di interessi che non possono essere appianati in poco tempo". L'ottimismo della scrittrice a proposito del futuro di Marina e riprodotto anche nel titolo: "ho usato la parola condominio perché, nonostante evochi spesso terrificanti o noiosissime riunioni, e comunque composto da persone che hanno in comune il bene dello stabile".

Nel libro di Roberta Pistis storie di immigrati e interviste ai cagliaritani del quartiere