Reportage

Il traffico crocieristico della città è in aumento dal 2008
Nave da crocera nel porto di Cagliari
Nave da crocera nel porto di Cagliari

Via la negatività: le iniziative

I questionari dei crocieristi sono un primo passo per perfezionare il servizio turistico cagliaritano. Ma come raggiungere il traguardo del miglioramento? “Attraverso una condivisione degli intenti e degli strumenti da parte degli enti locali e delle associazioni di categoria che operano nell’area identificata – spiega l'Autorità Portuale nelle conclusioni dell'indagine 2007- che vogliano intraprendere insieme la strada della qualità quale elemento di creazione del valore, intesa come dinamica di produzione di fiducia e consenso, soprattutto per il turista che giunge dal mare”.

Il terreno della condivisione è stato accuratamente tastato nel 2008, con l’apertura domenicale del 6 Luglio dei negozi cagliaritani, per iniziativa dell’Amministrazione Comunale e di alcuni operatori commerciali della zona della Marina. In quella giornata la percentuale degli acquisti domenicali è salita del 18% rispetto a quelli infrasettimanali.

Inoltre il Comune di Cagliari, quest’anno, punta a migliorare l’informazione turistica. “Abbiamo attivato quattro nuovi info-point per permettere non solo ai crocieristi, ma ai turisti in generale, di ottenere tutte le informazioni possibili per sfruttare al meglio la loro permanenza in città”, ha spiegato l’Assessore Comunale al Turismo Giovanni Giagoni.

Le navi, infine, si fermeranno in città prevalentemente durante la settimana, evitando la chiusura domenicale degli esercizi commerciali. Solo quattro navi su cinquantanove arriveranno la domenica e, sebbene una di queste sia l'affollatissima Indipendence of the Seas, ciò renderà probabilmente maggiore la ricaduta economica cagliaritana.

Il punto di partenza, dal punto di vista economico, è di tutto rispetto: “la ricaduta economica e il volume d’affari variabile tra 2,4 a 2,8 milioni di euro, pari a circa a 57 euro medi per utente, riferiti ad una entità di clienti ancora di dimensioni ridotte (90 mila) è, comunque, per una città come Cagliari sicuramente da non trascurare. Tuttavia – continua l’Autorità Portuale nelle conclusioni dell’indagine 2008- se si pensa ad un obiettivo di soglia che può essere conseguito intorno alle 200 mila unità annuali evidentemente anche questo volume di affari diventa non trascurabile.”

A questo si aggiunge la grande percentuale di turisti (oltre 80% nel 2008) che nelle due stagioni crocieristiche hanno dichiarato di voler tornare a Cagliari per conoscerla più a fondo. Cifra su cui punta il dito vittoriosa anche l’Autorità portuale: “a parer nostro, il vero risultato emerso dall’indagine si riferisce, senza dubbio, al dato degli utenti che hanno dichiarato di voler tornare […]. In accordo con le politiche comunitarie che sostengono il turismo quale chiave principale di conoscenza dei territori, e quindi elemento principale per attivare politiche di investimenti nei territori stessi, si può affermare che gli sforzi che si vanno intraprendendo siano il vero patrimonio di promozione per un territorio e, nel caso specifico, per Cagliari, per l’hinterland e per l’intera regione. Si è, in questo senso, in totale disaccordo con quanti a vario titolo danno delle crociere una valutazione strettamente confinata al volume economico direttamente indotto dalla presenza delle navi in porto e dalle economie da esse generate”. Il terreno, insomma, è ben seminato: si deve ammettere che, seppur tra le difficoltà incontrate, non è mancato mai l’impegno e la voglia di correggersi. Ora bisogna solo attendere la fine della stagione crocieristica : allora sapremmo quali frutti avrà raccolto la nostra bella Cagliari.