Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Ctm, Corona cerca l'intesa sotterranea

Fonte: L'Unione Sarda
23 maggio 2008

L'intervista. Il presidente dell'azienda di trasporti porge un ramo d'ulivo alla Regione

«La metropolitana? Meglio interrata ma pronti a dialogare»
Per Corona la metropolitana sotterranea può convivere con quella di superficie.
Metropolitana di superficie o interrata; metropolitana leggera o pesante. Perché non abbandonare la logica degli schieramenti contrapposti per trovare una soluzione condivisa? Il presidente del Ctm Giovanni Corona sotterra l'ascia di guerra. «Chiedo alla Regione di affrontare insieme ai suoi tecnici uno studio integrato sulla questione». Non che lui non abbia una preferenza: Corona sposa integralmente (anzi, ne è stato il promotore) la soluzione di far correre le rotaie sottoterra. «Ma la metropolitana interrata non è incompatibile con quella di superficie. Questa ha, però, una controindicazione: sia nei centri dell'hinterland che in città toglierebbe tutti i parcheggi».
La metropolitana sotterranea, però, costerebbe troppo.
«I nostri primi studi, quelli che ipotizzarono una linea da 13 chilometri con 7 stazioni, stimarono un costo intorno ai 495 milioni di euro. In seguito, abbiamo preso contatto con la Mintra, un'azienda mista spagnola che ha realizzato la metropolitana di Madrid: i loro tecnici hanno fissato il costo dell'operazione in 472 milioni di euro, tutto compreso».
Non sono certo noccioline.
«Nella direttrice della nostra metropolitana viaggiano quotidianamente 100 mila persone: almeno 40 mila si servirebbe di questo nuovo mezzo. Poi, è ipotizzabile che almeno il 20 per cento delle persone che arrivano da altri comuni, utilizzerebbero, la metropolitana, anziché l'auto. A quel punto, avremmo almeno 70 mila persone ogni giorno. Con un investimento a fondo perduto di 200 milioni, nel giro di cinque anni saremmo in grado di restituire una parte del finanziamento».
Previsione ottimistica.
«Non dimenticate che il Ctm ha risanato i bilanci ed è addirittura in grado di produrre ogni anno utili. Un risultato ottenuto, tra l'altro, dopo aver stabilito relazioni industriali con i sindacati. Non è un caso se da tante parti vengono a vedere il modo in cui lavoriamo. Evidentemente sappiamo fare i conti».
Al punto che lei farebbe l'investimento anche se il Ctm fosse un'azienda privata di sua proprietà?
«Assolutamente sì».
Ma perché metropolitana sotterranea e non di superficie?
«I punti di forza sono due: in primo luogo, il tempo del viaggio. Il tratto Pitz'e Serra-piazza Matteotti verrebbe coperto in 22 minuti, dato che la metropolitana viaggia 35 chilometri l'ora rispetto ai 15 del pullman; addirittura, il tram ha una velocità inferiore. Inoltre, la metropolitana attraverserebbe tutti le cittadine dell'hinterland e avrebbe stazioni al centro. In pratica, andrebbe a prendere gli utenti sotto casa».
Ma la metropolitana di superficie costerebbe molto meno.
«Non bisogna tenere conto solo dei costi di realizzazione. In primo luogo, sarebbe impossibile, vista la larghezza delle strade, realizzare le linee all'interno dei centri storici. E poi, anche riuscendoci, dovrebbero sparire tantissimi parcheggi: per sistemare le auto “sfrattate” bisognerebbe spendere otto milioni a chilometro».
No assoluto alla metropolitana leggera?
«Non dico questo. I due sistemi non sono inconciliabili tra loro. Nessun problema, per esempio, per una filovia non inquinante al Poetto. Ma dobbiamo tenere conto di quello che accade nel resto del mondo: questo sistema di trasporto sta perdendo importanza. Io prendo in considerazione esperienze eccellenti: perché se in città come Lille, Rennes, simili a Cagliari, la metropolitana funziona, la situazione non si dovrebbe ripetere anche da noi?».
Forse perché non vi mettete d'accordo tra voi.
«Per questo dico alla Regione: confrontiamoci sui numeri, sugli studi seri».
MARCELLO COCCO

23/05/2008