Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Ma resta l'incognita dei lavoratori

Fonte: L'Unione Sarda
22 aprile 2016

Sindacati preoccupati per i dipendenti provinciali

 

«La parte più complessa arriva adesso», dice Davide Paderi, segretario della Cisl-Funzione pubblica. Adesso che la Regione ha definito il nuovo quadro degli enti locali, c'è da affrontare il destino dei circa mille sardi che lavorano nelle province (400 sono già “usciti” con pensionamenti e pre-pensionamenti). Quelli che avevano un contratto a tempo indeterminato, per i quali «occorre capire se ci saranno esuberi di funzioni», come spiega Fulvia Murru, segretario regionale Uil-Fpl, sia i circa 300 precari.
Per questi ultimi la Regione ha stanziato 1,5 milioni di euro per la proroga dei contratti che, però, non sono sufficienti. Infatti molti di loro «non hanno ancora ricominciato a lavorare», osserva Paderi. Per questa ragione «occorre uno sforzo univoco da parte della Giunta, del Consiglio e dei nuovi amministratori per trovare soluzioni urgenti».
Il primo obiettivo, per i sindacati, è accelerare la discussione con l'assessore regionale agli Enti locali Cristiano Erriu, l'Anci e i nuovi amministratori. «Sulle funzioni che garantiscono i servizi sui territori ci sono diverse criticità che andranno definite nell'immediato, così come prevede il protocollo firmato ai primi di aprile», avverte Paderi. Se la gran parte dei servizi che svolgevano le Province (come ambiente, istruzione, trasporti e politiche sociali) resteranno in capo ai nuovi enti territoriali, molto cambierà sui servizi per l'impiego: i lavoratori dei Centri per il lavoro dovrebbero essere riassunti dalla Regione attraverso l'Agenzia regionale per il Lavoro. «Altro nodo è quello delle funzioni che saranno assegnate alla Città metropolitana e quelle destinate alla provincia Sud Sardegna», aggiunge Paderi.
Insomma, «il grande lavoro comincia adesso», dice Fulvia Murru, «ma i presupposti sono buoni. Abbiamo una legge regionale fatta bene che garantisce tutte le posizioni lavorative. Adesso si tratta di applicarla».
Mauro Madeddu