Rassegna Stampa

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Nurnet, Michela Murgia, Massimo Zedda e tanti altri: tutti i bersagli dell’Untore

Fonte: web sardiniapost.it
23 novembre 2015

 

Tra i bersagli prediletti dell’Untore, autore di oltre duecento post anonimi spesso dal carattere diffamatorio pubblicati in un anno di attività, c’era soprattutto la Fondazione Nurnet e in particolare Antonello Gregorini, ideatore, Nicola Manca, presidente, Giorgio Valdes, vicepresidente, accusati in più occasioni di cercare finanziamenti pubblici con il pretesto di fare divulgazione archeologica tramite la Fondazione.

Ma anche Albertina Piras, Grazia Dentoni, Pierluigi Montalbano, Leonardo Melis, Nicola Dessì, Marcello Madau, Angela Antona, Marco Rendeli, Giorgio Murru: tutti nomi in qualche modo legati al mondo archeologico tra accademici, studiosi o di semplici appassionati storia antica. Non mancano i commenti velenosi anche verso Omar Onnis, Michela Murgia, Pino Tilocca, Vito Biolchini, Roberto Bolognesi e tanti altri nomi del mondo culturale isolano. L’Untore non ha risparmiato la sua ira verso i rappresentanti delle istituzioni: gli assessori regionali a Turismo e Cultura Francesco Morandi e Claudia Firino che sarebbero responsabili, secondo quanto si legge sul blog, di far pervenire contributi pubblici ai cosiddetti ‘fantarcheologi’, l’assessore alla Cultura di Cagliari Enrica Puggioni e il sindaco Massimo Zedda colpiti dalla stessa accusa.
“Finalmente si chiude per me, per i miei familiari e i miei amici un incubo durato un anno e mezzo – ha commentato ieri Nicola Dessì, archeologo cagliaritano di 34 anni che più volte era stato oggetto di pesanti accuse – ” Un ringraziamento particolare va alla polizia postale di Cagliari e alle magistrature di Cagliari e Oristano che sono arrivate a identificare il responsabile”.

Grande soddisfazione per Nurnet: “Non abbiamo mai replicato a nessuna delle diffamazioni – ha scritto il presidente della fondazione Nicola Manca in comunicato stampa – ma piuttosto abbiamo preferito confidare nella professionalità dei magistrati e degli ufficiali di Polizia Giudiziaria che se ne stavano occupando a seguito delle querele proprie e dei propri esponenti. La strategia ha pagato con un risultato straordinario che ha fermato un meccanismo perverso che per oltre un anno ha incusso in molti intellettuali che condividevano gli obiettivi di Nurnet, il timore di subire la stessa diffamazione da parte degli anonimi”. Nurnet sottolinea l’amarezza per gli “attestati di stima” provenienti da “personalità come Mario Galasso o di importanti funzionari della Soprintendenza Archeologica come Rubens D’Oriano così come anche di altri esponenti dell’archeologia e della cultura sarda, almeno fino quando la diffamazione non ha colpito anche loro”.

Una battuta invece per Pino Tilocca, ex sindaco di Burgos e oggi dirigente al liceo classico di Oristano chiamato in causa dall’Untore in due post: “Non ho fatto denuncia per gli insulti che mi hanno rivolto sul blog, ma indossavo già da tempo gli scarponi di campagna in attesa del nome”.

Perplessità nel mondo archeologico: in tanti sono convinti che quella di Sergio Abis, l’uomo arrestato a Cagliari per un tentato duplice omicidio e accusato di essere l’Untore, non sia l’unica figura che gestiva il blog. Ne è convinto anche Roberto Bolognesi, linguista cagliaritano destinatario di due post diffamatori, che ieri ha commentato così la notizia: “Sarei contento se l’avessero beccato davvero. Ma sarei ancora più contento se beccassero i suoi mandanti: i garanti del regime, gente ancora più vile di chi. come lui,  si copre con l’anonimato. Aspettiamo con fiducia”.

Francesca Mulas