Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

«Campus, ipocrisia e politica di basso livello»

Fonte: La Nuova Sardegna
11 febbraio 2009

MERCOLEDÌ, 11 FEBBRAIO 2009

Pagina 1 - Cagliari 



Il Pd: «Inconcepibile, l’argomento-volumetria è una scusa che lede il diritto allo studio»




ROBERTO PARACCHINI

CAGLIARI. «Noi non entriamo nel merito delle questioni amministrative, il problema è politico. La Giunta ha detto: questo campus universitario non lo fate», ha affermato ieri Ninni Depau, capo gruppo in consiglio comunale del Pd, durante la conferenza stampa indetta sull’argomento dal suo partito. «Non c’è stata - ha continuato - una risposta degli uffici a un atto amministrativo, ma un passo della Giunta». L’altro ieri c’è stato un altro incontro pubblico indetto dall’Ersu, l’ente regionale per il diritto allo studio, in cui sono stati forniti i dati sulla consistenza dei due progetti: l’ultimo, del brasiliano Da Rocha e il precedente, dell’architetto Di Martino. Dai numeri risulta che l’ultima ipotesi ha una volumetria notevolente maggiore, circa 145mila metri cubi contro i 60mia del precedente, ma a fronte di ampi servizi che renderebbero la struttura un vero campus.
Il primo progetto, invece, aveva affermato l’Ersu - ed è stato ribadito ieri dal Pd - è un vero dormitorio, nel senso tecnico di luogo in cui gli studenti hanno un alloggio, ma niente servizi.
Giovedì scorso i consiglieri comunali Massimiliano Tavolacci e Alessandro Serra, rispettivamente presidente della commissione consiliare all’Urbanistica e capo gruppo di An, avevano presentato un dossier in cui riletto la storia del campus e «rimandato al mittente (al centrosinistra) le accuse in quanto nel 2005 il campus si sarebbe potuto fare col primo progetto. Mentre è la Regione che lo ha bloccato presentando il secondo che presenta una volumetria eccessiva, ma non ci sono gli standard».
I consiglieri del Pd (Giorgio Cugusi, Marco Espa e Andrea Scano) e Gianfranco Carboni, presidente della circoscrizione del centro storico, hanno anche ribadito che gli accordi di programma, all’interno del quale era stato inserito il Campus (prima firmato e poi non ratificato dal sindaco Emilio Floris) servono proprio per «permettere interventi di questo tipo in nome di un interesse pubblico». In questi giorni la Giunta sta assumendo, ha precisato Cugusi, «posizioni a comando: boccia il campus, da un lato; e approva il piano unitario del litorale o il piano particolareggiato per il centro storico, dall’altra. Ma solo con una logica di carattere elettorale». Scano ha fatto presente che il discorso di difesa del verde pubblico avanzato dalla Giunta per giustificare il no al Campus è strumentale. «Bisogna ricordare le Bs3* - ha precisato - le zone per servizi a verde sdoganate dall’ultimo piano regolatore e poi diventate edificabili: sino ad ora abbiamo analizzato la metà delle pratiche e ci risulta che si è già ad oltre centomila metri cubi. Il che significa che si arriverà a raddoppiare le cubature. Poi l’amministrazione ha il coraggio di motivare il no a un campus ricco di servizi adducendo il problema del verde».
Con il diniego alla costruzione del campus, «posto che i soldi ci sono e che significano anche posti di lavoro in più - ha sottolineato Espa - si dice no anche a studenti bravi e meno abbienti, quelli che non potrebbero pagarsi l’affitto di una camera a Cagliari». Il dramma, ha precisato Carboni, «è che questi giochi politici si fanno sulla pelle degli altri, e degli studenti in particolare. In queto modo si blocca anche la possibilità di immettere risorse in città e di considerare come una ricchezza gli universitari. La verità è che si privilegiano interessi terzi e si blocca chi non fa parte degli amici o degli amici degli amici. Lo dimostra la vicenda dei campetti di viale Regina Elena che dovrebbero essere realizzati sopra l’Apcoa. Nel 2004 è stato vinto l’appalto ma sono stati trovati mille inghippi per bloccare il legittimo assegnatario».
A questo punto, però, «la spiegazione delle strumentalizzazioni elettorali - ha spiegato Depau - a mio parere non basta più. Guardando come si sono mossi sul campus credo che si tratti anche di inadeguatezza. Poi corre voce che vi sia un interesse a spostare l’attenzione verso lo studentato diffuso nel centro storico. Un fatto che non esclude il primo. Il problema è che questa operazione la si sta facendo senza alcuna trasparenza e questo la rende sospetta, anche perchè sta blocando il campus».