Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

«La cattiva politica sta bloccando 200 milioni»

Fonte: La Nuova Sardegna
9 febbraio 2009

DOMENICA, 08 FEBBRAIO 2009

Pagina 1 - Cagliari

Davanti a centinaia di abitanti il candidato del centrosinistra denuncia gli ostacoli alla rinascita del quartiere 



«Noi vogliamo solo realizzare qualcosa di utile per la gente, ma c’è chi lo sta impedendo»




CAGLIARI. Piazza Silesu è una via Gluck al contrario. C’era il cemento, ora c’è un prato. E a dirla tutta, fino a qualche mese fa non era nemmeno una piazza, ma un’area recintata alla bell’e meglio e occupata da una muraglia pericolante assediata da un cumulo di pietre, immondezza e centinaia di siringhe. Benvenuti a S. Elia. Poi è accaduto qualcosa: la Regione ha buttato giù il muraglione e chiamato a raccolta i giovani del quartiere: nel giro di qualche settimana, al posto dell’incuria sono spuntati un bel prato e un parco giochi per i bambini. Ed è proprio qui, nel luogo simbolo di una possibile rinascita del quartiere, che ieri mattina Renato Soru ha voluto incontrare gli abitanti di S. Elia. Come Rita Masala, che vive qui da decenni e il complesso del Favero, il cupo serpentone di cemento che circonda via Schiavazzi, l’ha visto nascere: «Quando lei è venuto a S. Elia - ha detto rivolta a Renato Soru - ha incontrato i residenti e ha promesso di ripulire da rifiuti e immondezza le aree abbandonate dal Comune. Qui, a fare queste promesse, sono passati in tanti e non è mai cambiato niente».
«Stavolta invece - ha continuato - dopo due giorni dalla sua visita sono iniziati i lavori. E mi son detta: “Questa è una persona onesta”». E qualcuno in mezzo alla folla ha ricordato: «Qualche giorno dopo l’apertura dei cantieri, dal municipio sono arrivati gli operai e hanno piazzato i cartelli con la scritta “Comune di Cagliari”, come se le pulizie le stesse facendo il sindaco Floris e non Soru: una bregungia». Soru non cerca polemiche o scontri diretti con Emilio Floris, ma non può fare a meno di spiegare alle oltre quattrocento persone che gli stanno davanti come mai i progetti per S. Elia sono al palo: «Abbiamo cercato la collaborazione con il Comune - ha detto - coinvolgendo l’amministrazione in progetti importanti. Poi la politica è impazzita: si sono avvicinate le elezioni e qualcuno ha preferito bloccare tutto, non fare. È una politica cattiva, che fa pagare ai cittadini logiche che stanno al di fuori dell’interesse comune. Pensate che abbiamo avuto difficoltà anche ad ottenere l’autorizzazione per buttare giù il cemento che c’era in questa piazza, che invece oggi è stata resa ai cittadini, ed è diventato un luogo bello e vivibile». Secondo le stime di Renato Soru, i milioni di euro bloccati da questa “cattiva politica” sono poco meno di duecento. Così ripartiti: «Abbiamo bilanciato trenta milioni per riqualificare il quartiere, a partire dalle abitazioni, e convertire le strutture esistenti in attività commerciali e artigianali - ha ricordato l’ex capo dell’esecutivo - e altri ottanta milioni sono destinati alla realizzazione di quella che potrebbe essere la “fabbrica del quartiere”, una fabbrica di cultura: il museo dell’identità sarda, il Betile. E invece cosa succede? Succede che dopo aver siglato gli accordi con il Comune, qualcosa è evidentemente cambiato per giochi politici, per l’idea di bloccare gli interventi di modo che nessuno potesse “vantarne” la paternità. Ma noi non vogliamo vantarci di niente - ha precisato Soru - vorremmo solo realizzare qualcosa di utile per la gente, che invece è costretta a pagare un conto salato per la “cattiva politica”». A chiudere il cerchio dei progetti rimasti sulla carta ci sono gli ottanta milioni per il campus universitario «che è vicino a S. Elia. Come vedete, nel giro di due chilometri, ci sono opere bloccate per duecento milioni di euro. A questo punto - ha auspicato Soru i - speriamo che le elezioni finiscano presto». Anche perché a volte gli appuntamenti elettorali possono rivelarsi “rischiosi”: a Sant’Elia, Soru è arrivato dopo essere stato sfiorato da un limone lanciato da un tiratore (poco) scelto al mercato di via Quirra. Replica pacata: «Perché fa così?». Quello, intimorito da una reazione che non si aspettava, ha balbettato qualcosa e poi ha abbassato gli occhi. Incidente chiuso.