Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Parrocchetti: l'invasione

Fonte: L'Unione Sarda
25 novembre 2014


IL CASO. La veterinaria: «Non sono aggressivi ma portano malattie»

 

Decine di pappagallini sulle palme di via Roma

 



Il centro di Cagliari come la giungla indiana, via Roma come il lungomare del Rio Uruguay. L'invasione pacifica, ma decisamente molto rumorosa, dei parrocchetti, accorcia le distanze. E regala al capoluogo sardo un gusto esotico, in cui spezie orientali e kebab non hanno nulla a che vedere. Tortore e piccioni iniziano a tremare, e anche i fenicotteri - in fatto di popolarità - hanno avvertito il colpo. I pappagallini verdi arrivati dall'altra parte del mondo sono ormai sulla cresta dell'onda. Dai nidi - abusivi - costruiti tra le palme lato porto (le poche sopravvissute al punteruolo rosso) si godono la loro popolarità. E scatenano un simpatico dibattito tra i tavolini del bar.
TOTO PAPPAGALLO  C'è chi giura di averli sentiti parlare. «Qualche mattina fa mentre salivo in macchina qualcuno mi ha salutato con voce gracchiante», racconta Gianni Piras. «Attorno non c'era nessuno, credo sia stato un pappagallino». Sembra essere l'unico privilegiato, gli altri si lanciano in ipotesi mendeliane: «Il loro arrivo è dovuto al surriscaldamento globale», sentenzia Marco Loddo col tono impostato sulla modalità professore. Hanno già colonizzato città come Brooklyn e Barcellona. Amsterdam e Bruxelles non sono state risparmiate. Poi l'arrivo in Italia e in città. Dopo via Roma anche il Quartiere Europeo è stato preso d'assalto. E anche in viale Trento e al parco di Monte Claro sono diventati habitué del posto. Mentre il toto parrocchetto impazza, gli esperti del settore lanciano l'allarme.
GLI ESPERTI «Si tratta di un problema a livello mondiale», spiega Paolo Pinos, delegato della Lipu, Lega italiana protezione uccelli. «In Sardegna non esistono censimenti precisi, ma pare siano già qualche migliaio. Le colonie più numerose sono a Cagliari e Sassari ma, considerando la velocità con cui si riproducono, sono destinati a triplicarsi». Roberta Demontis, veterinaria specializzata in animali esotici e non convenzionali conferma: «Sono animali stanziali, capaci di dare alla luce quattro pulli al mese», spiega. «Non sono aggressivi nei confronti dell'uomo ma possono portare malattie. Dovrebbero essere tenuti sotto controllo». Vincenzo Tiana, presidente di Legambiente Sardegna, mette a tacere ogni allarmismo: «È un'invasione assolutamente pacifica». Nei parchi romani soccombono agli attacchi degli scoiattoli, a Cagliari devono guardarsi le spalle da cornacchie e gabbiani. Ma d'andarsene non hanno alcuna intenzione. I piccioni sembrano avere le ore contate, i pappagallini verdi sono destinati a prendere il loro posto.
Sara Marci