Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

«Una città a misura di tutti»

Fonte: L'Unione Sarda
31 ottobre 2014


Ieri era il Fiabaday. Giuseppe Trieste: dobbiamo lavorare per cambiare mentalità

 

I ragazzi della Special Olympics al porto: stop alle barriere

 


Cappellino da marinaio calcato sulla fronte e sguardo fisso all'orizzonte. Johnny si piazza vicino al timone, cerca il posto di comando. Tiziano si tiene al corrimano di metallo, regalando sorrisi carichi d'entusiasmo. Fabio è silenzioso, le folate di vento non sembrano piacergli. Si sistema i capelli con la mano e osserva il porto che si fa sempre più lontano sino a diventare un punto minuscolo.
EQUIPAGGIO SPECIALE L'equipaggio della motovedetta della guardia costiera è insolito, ha il coloro rosso delle magliette dei ragazzi della Special Olympics. Trattengono i raggi caldi di un sole che d'autunnale ha ancora poco, rilanciano un tema sempre attuale: le barriere architettoniche. E poi ci sono quelle psicologiche, ancora più difficili da buttar giù. Qualcuno si agita, gli altri cantano, scherzano tra loro. Si godono la gita fuori porta e l'insolito senso di libertà. Il mare diventa simbolo della lotta contro gli ostacoli della terraferma. Muri invalicabili per chi convive con disabilità fisiche e mentali.
FIABADAY È questo il senso del Fiabaday, la giornata nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche. L'appuntamento annuale con Cagliari si rinnova. La dodicesima edizione è nel molo della Capitaneria di porto, dietro piazza Deffenu. «Ogni anno facciamo il punto della situazione e cerchiamo di valutare quanto siamo riusciti a migliorare la sensibilità affinché il nuovo venga progettato e costruito senza barriere», spiega Giuseppe Trieste, il presidente della onlus Fiaba. «Cagliari è nella media nazionale, questa sensibilità si sposta a macchia d'olio», osserva. «La cultura è lenta da essere assorbita, dobbiamo fare in modo che cambi la mentalità». Sulla sua carrozzina lancia un appello ai sindaci di tutta Italia: «Ripensiamo le nostre città, rendiamole accessibili a tutti».
ISTITUZIONI L'appuntamento è alle 10 e trenta, l'introduzione istituzionale. Il microfono passa al sindaco Massimo Zedda: «Per fortuna a Cagliari abbiamo un bilancio sano in fatto di barriere architettoniche e iniziative sul piano triennale delle opere pubbliche per 460 milioni di euro. Caso più unico che raro in Italia», tiene a precisare. «Tutti i lavori e gli interventi pubblici sono governati in accordo con le associazioni che rappresentano le varie disabilità, non solo fisiche. Pensiamo anche ai tantissimi anziani». L'obiettivo del primo cittadino è «una città percorribile in ogni sua parte», il traguardo non troppo vicino: «Indubbiamente c'è ancora tanto da fare, nei decenni passati i criteri erano diversi. Dobbiamo intervenire anche sulle disattenzioni degli anni scorsi». C'è anche il padrone di casa, il comandante Vincenzo Di Marco: «Cominciamo ad abbattere i muri che ci dividono. Le istituzioni devono essere d'esempio». I ragazzi della Special Olympics ascoltano con attenzione, ma i sorrisi più grandi li conservano per la gita sulla motovedetta. In mezzo al mare, che riesce a rendere tutti uguali.
Sara Marci