Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Caparezza dipinge la musica intrecciando arte e politica

Fonte: L'Unione Sarda
1 settembre 2014

Pubblico entusiasta: un successo il concerto di ieri all'Arena di Cagliari

 

«P arleremo di molti artisti, stasera. Tutti grandi. Ma il mio preferito è Van Gogh». Un boato scuote l'Arena Grandi Eventi di Sant'Elia mentre a migliaia gridano e saltano levando le braccia a tagliare una notte umida e appiccicosa. Forse è solo che il pubblico ha riconosciuto la canzone in arrivo, fra le prime dell'album Museica . Ma c'è qualcosa di straordinario in quello che combina Michele Salvemini, in arte Caparezza quando porta i suoi fan giovani e meno giovani, ad applaudire Vincent Van Gogh come se fosse un divo da stadio. Ci vuole un grande talento per fare un disco ispirato a 17 opere d'arte che non solo non è una noia mortale ma è così avvincente che diventa disco di platino in pochi mesi. In un Paese che chiude i musei e lascia incustoditi i capolavori nelle chiese, Caparezza canta e suona per oltre due ore intrecciando la storia dell'arte l'attualità e la politica. E i ragazzi che a scuola neanche si peritano di soffocare gli sbadigli, conoscono tutte le parole e si sgolano. Perché Caparezza parla di loro parlando di sé. «Ciao a tutti», dice l'artista uscito da una matrioska gigante di se stesso. «Si può fare critica sociale e musica parlando d'arte. Lo ha detto Picasso». E infatti sullo schermo iper tecnologico sopra la testa dei musicisti scorre Guernica, con tutta la sua potenza. «1937, primo bombardamento aereo con vittime civili. Prove tecniche di Seconda guerra mondiale. Guernica come Gaza». Il pubblico esplode, Caparezza l'ha preso e non lo mollerà sino alla fine. Sino all'inevitabile bis. Negato come da copione al ritmo di Non me lo posso permettere e poi concesso a partire dell'intimo Fai da tela , un autoritratto in parole e musica. E col prevedibile È tardi . Too late but I won' t stop è quello che vorremmo sentirci dire tutta la notte. Ma si chiude con la Fine di Gaia . È una macchina collaudatissima il tour di Museica , nel suo apparente caos. La scenografia rimanda al paesaggio esotico e onirico della copertina del disco, opera di Domenico dell'Osso. E mentre Capa salta e balla accompagnato dalla sua band, sopra di loro scorrono le immagini dei quadri, modificati, moltiplicati, sovrapposti, integrati in un grande pastiche: traduzione grafica dei testi e della musica.
Daniela Pinna