Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

La grande festa di S. Elia

Fonte: L'Unione Sarda
1 settembre 2014

In fila dal pomeriggio per un posto in pole position al “ristorante”

Migliaia di persone ieri sera alla Sagra del pesce 


Decine di volontari corrono da una parte all'altra per far cenare migliaia di persone, l'onda arancione (è il colore delle magliette dello staff) è ben coordinata e pronta al sorriso: alla domanda-provocazione “Siete tutti di Sant'Elia?”, uno spara a bruciapelo: « No, seus de Genneruxi ». I “colleghi” ridono, poi riprendono a correre. Che, poi, Genneruxi e tutti gli altri quartieri della città erano ben rappresentati, ieri alla sesta Sagra del pesce di Sant'Elia organizzata stavolta nello spiazzo tra lo stadio e il Mercato civico (nell'area vicino al Lazzaretto sono in corso lavori). «Li vedete in fila, sono nostri graditi ospiti», aggiunge lo stesso volontario: «Tutta Cagliari e il suo hinterland oggi sono ospiti di Sant'Elia». E il quartiere fa un figurone, meritandolo tutto.
LE GENERAZIONI Si sapeva che sarebbe stato un successo, l'appuntamento di ieri sera, che si ripete da sei anni in omaggio a una tradizione del quartiere di pescatori che si era interrotta tempo fa. Emanuela Zizi è in forza al bar: «Oggi lo facciamo noi ma già coinvolgiamo i figli, domani faranno una sagra ancora migliore. Lo faranno gratis, proprio come noi».
UN SUCCESSO Fare stime è impossibile. Di sicuro ieri a Sant'Elia erano ospiti migliaia di persone. Il senso della cortesia sfoderato dai volontari di ogni età (70, di cui 13 donne assieme ad anziani e giovanissimi, in una perfetta unione tra Vecchio e Nuovo borgo) è da locanda familiare, ma a cinque stelle: «Ho fatto la fila per il pasto al prezzo simbolico di cinque euro e che al ristorante non costerebbe meno di trenta», conferma Salvatore Spano, “straniero” di Quartu, «mi hanno trattato come se fossi uno di famiglia. Tornerò alla Sagra del pesce ogni anno».
IN FILA Alle 17 manca un'ora e mezza all'apertura del “ristorante”, ma le persone in fila sono già un'ottantina. La pole position è di Lucia e Franco, coniugi da quarant'anni, giunti da Quartucciu con sedie e borsa termica per l'acqua al seguito: «Ci hanno incantati l'anno scorso, volevamo essere i primi». La fila sarà destinata ad allungarsi sempre più: almeno trecento alle 19, incalcolabile alle 21, ma procede rapida: arrostitori, friggitori, addetti alla distribuzione non si fermano mai. Sullo sfondo, gli striscioni degli sponsor: una macelleria (alla Sagra del pesce di Sant'Elia tutto è possibile), una concessionaria di camion, un marmista, una gastronomia, un grossista di frutta e l'Inter club del rione.
LA SERATA In un box di transenne si esibiscono in un saggio di arti marziali miste gli atleti della palestra “Karalis box” - di Sant'Elia, ovvio - assieme agli istruttori Stefano Portas e Salvatore Melis. Seguono balli, musica dal vivo, gli sbandieratori del quartiere Castello di Iglesias e lo show di Mario Los Cardaneros. L'organizzazione, povera in soldi ma ricca in spirito, è impressionante. «Funziona così», spiega Andrea Loi, presidente dell'associazione che organizza la sagra: «Tutti i volontari lavorano gratis, chi ha attrezzature le presta, chi ha un furgone fa altrettanto, chi fa l'elettricista cura gli impianti: ciascuno contribuisce con quel che sa fare». A proposito: gli arrostitori e i friggitori sono abili e rapidi come nessuno, i figli dei volontari vigileranno sulle attrezzature per tutta la notte, dopo la chiusura. Poi ci sono altri tre ragazzi: si chiamano Dario, Filippo e Aldo. Il loro ruolo: portare dall'area di distribuzione ai tavolini i vassoi delle signore, mentre un “anziano” indica ai ragazzi i posti liberi e altri li chiamano: «C'è una signora con bambino, qui». E loro, mentre macinano chilometri, sorridono: «Prego signora, faccio strada signora». Roba che neanche in Costa Smeralda.
Luigi Almiento