Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Parlamentari, i vitalizi sono più bassi

Fonte: L'Unione Sarda
13 maggio 2014

IL CONFRONTO. Lombardo, Biancareddu e Milia incassano più di Rodotà, Bertinotti e Dini

 

Gli onorevoli sardi sono riusciti a superare i loro maestri romani nella distribuzione di indennità e benefit. E anche al tempo della pensione gli ex consiglieri si godono un vitalizio superiore rispetto a chi ha fatto politica tra i banchi di Montecitorio e Palazzo Madama. Senza contare che le baby pensioni sono state ridotte ai minimi termini a Roma.
Così capita che i tre veterani appena usciti dall'assemblea sarda - Claudia Lombardo, Sergio Milia e Andrea Biancareddu - in virtù dei loro vent'anni di vita politica, prendano un assegno mensile netto di 5.129 euro. La stesso percorso alla Camera e al Senato rende di meno. E pezzi da novanta della politica italiana, onorevoli per vent'anni, hanno un vitalizio inferiore. Gli esempi? Il giurista Stefano Rodotà, che ha anche rischiato di ritrovarsi al Quirinale, può contare su una pensione di 4.684 euro al mese. E l'ex presidente della Camera Fausto Bertinotti si deve accontentare di 4.767 euro.
Per l'ex presidente del Consiglio Lamberto Dini si scende fino a 4.077 euro, ma lui è stato parlamentare soltanto per quindici anni. Peccato che i suoi “colleghi” sardi con la stessa anzianità riescono a mettere da parte 4.610 euro (Renato Cugini), 4.509 (Nello Cappai), 4.550 (Emidio Casula).
Non mancano i raffronti tra politici sardi. Mariano Delogu, senatore per due legislature, ex coordinatore del Pdl in Sardegna, prende un vitalizio di 3.100 euro. I suoi compagni di partito che hanno trascorso lo stesso tempo in Consiglio se la passano meglio: Gerolamo Licandro ha una pensione da 3.925 euro, Giorgio Balletto da 3.820, Gianni Locci da 3.825. Ma anche dall'altra parte del cielo c'è chi prende più di Delogu perché ha scelto il Consiglio anziché il Parlamento. Come Giuseppe Piras 3.849, Mondino Ibba 3.800, Matteo Marteddu 3.800.
G. Z.