Rassegna Stampa

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Ganau nuovo presidente del consiglio regionale

Fonte: web Cagliari Globalist
21 marzo 2014

 

Tanti volti nuovi in Consiglio Regionale. Floris: La Sardegna è una nazione incompiuta. Il nuovo presidente: dialogo tra consiglio e Giunta [Andrea Matta]
 

 

di Andrea Matta

Programma rispettato per il primo giorno della XV Legislatura: dal giuramento dei consiglieri alla votazione di Gianfranco Ganau come nuovo presidente del Consiglio Regionale. Confermati i pronostici della vigilia che davano l'ex sindaco di Sassari e più votato alle scorse regionali, candidato ideale alla successione di Claudia Lombardo.

La nuova classe I cinquantanove consiglieri e la giunta regionale sono arrivati accompagnati da parenti e colleghi di partito proprio come nel primo giorno di scuola. Tanti i volti nuovi, qualcuno spaesato, altri conoscono bene quei banchi. Tanti i posti vuoti, figli della riduzione dei consiglieri da ottanta a sessanta. Esordio in aula, da presidente, anche per Francesco Pigliaru e l'esecutivo al gran completo. Alla sua sinistra, l'assessore Paci. I consiglieri prendono posto. La maggioranza occupa la parte sinistra dell'emiciclo, al centro Psd'Az e Psi; opposizione a destra con i Riformatori nei banchi centrali. La prima fila del Pd è composta da Ganau, Ruggeri, Comandini, Piscedda e Deriu. Cappellacci guida l'opposizione, al suo fianco Pietro Pittalis. Tra giacche e cravatte spunta la camicia rossa del coordinatore regionale di Sel, Luca Pizzuto.

Via alla Legislatura Alle 10.42, il via ufficiale con il saluto di benvenuto di Mario Floris, decano dei consiglieri che presiede la seduta. I quattro consiglieri più giovani (Agus, Pezzuto, Azara e Lai) vengono chiamati dal presidente per costituire l'ufficio provvisorio di presidenza. Primo atto formale della XV Legislatura è il giuramento. Alla formula: "Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione", i consiglieri, uno per volta, rispondono "Giuro". Gavino Sale rientra di corsa in aula, risponde al giuramento con un "Va bene" e viene redarguito da Floris: "Deve dire, giuro", "Va bene, giuro", risponde il leader di Irs. Giuramento anche per la giunta Pigliaru.

Floris: La Sardegna è una nazione incompiuta Discorso di apertura per il presidente Mario Floris: "Prima di iniziare il nuovo cammino di questo consiglio regionale saluto i sardi, i lavoratori, i cassaintegrati, gli studenti". Il consigliere dell'Uds ricorda quello che è avvenuto mercoledì in Parlamento con il doppio no agli emendamenti su alluvione e seggio sardo a Strasburgo. "La mia - prosegue Floris - è una testimonianza tra il passato e il presente" citando i primi consigli regionali nella storia dell'autonomia. "Questa legislatura è attesa da impegni che non si possono rimandare e da una sfida con i nuovi tempi. La crisi chiede alle istituzioni risposte immediate, leggi semplici e facilmente applicabili". Un rimando anche allo Stato speciale della Sardegna e al coraggio di difendere le prerogative dell'isola: "Servono segnali positivi sin da subito, dobbiamo adeguare le strutture e il rapporto tra la Regione e gli enti locali". Parole dure sul Premier, Matteo Renzi: "Sta a noi vigilare e contrastare ogni azione per far si che il nostro Statuto non venga calpestato"
"La Sardegna - conclude Floris - è una nazione incompiuta. Ha un popolo, una lingua e tutti gli elementi di sovranità degni di una nazione. Ecco la nostra battaglia durante la legislatura". Al termine del discorso applausi dall'aula e dal pubblico presente.

Vince "bianca"Il vero atto formale della prima assise è l'elezione del Presidente del consiglio regionale. Via dunque alla chiama e alla prima votazione: 51 schede bianche, un voto per Comandini, Tocco, Sale, Pittalis, Ganau e 4 schede nulla.
Nulla di fatto anche per la seconda votazione quando servono i voti del due terzi dei consiglieri: 47 schede bianche, due voti per Oppi e Comandini, uno per Alessandra Zedda, Peru, Cozzolino, Daniele Cocco, Deriu, e Randazzo. 3 le schede nulle. Prima della terza votazione, viene chiesta la sospensione della seduta. Nell'attesa della terza chiama, i consiglieri scambiano idee e prime impressioni sul nuovo consiglio mentre l'opposizione si riunisce in una altra sala.

Primo duello La seduta riprende con la terza chiamata. Dopo la votazione, inizia lo spoglio: i primi quattro voti sono per Pittalis, candidato alla presidenza dell'aula per il centrodestra, poi arrivano i primi voti di Ganau. Quando il sindaco di Sassari arriva a 22 preferenze scatta l'applauso dell'aula. Floris chiede di completare lo scrutinio. Alle 12.23, Gianfranco Ganau diventa il nuovo presidente del Consiglio Regionale. L'ex sindaco viene eletto con 34 preferenze, 23 voti per Pittalis, tre le schede bianche.
Il sassarese prende posto nel banco più alto del palazzo di Via Roma. "Ringrazio tutti e auguro un buon lavoro alla Giunta Pigliaru. Spero in una corretta dialettica tra maggioranza e opposizione. Sono consapevole del momento che stiamo attraversando ma dimostreremo di essere all'altezza del compiti che ci sono stati dati dagli elettori". Al termine del discorso di Ganau, interviene Dedoni (Riformatori) che, sul no al seggio sardo a Strasburgo, chiede un ordine del giorno del consiglio regionale per sulla rappresentatività della Sardegna in Europa.

Consiglio aggiornato a giovedì prossimo con le dichiarazioni del nuovo presidente e in attesa di quelle delle dichiarazioni programmatiche del Presidente Pigliaru. Al termine dell'assemblea, Ganau è stato ricevuto dal presidente del consiglio uscente, Claudia Lombardo. Breve scambio di battute tra i due. Per il nuovo presidente, sarà importante formalizzare il dialogo tra Consiglio e Giunta mentre enti locali, rappresentati da tanti nuovi eletti, hanno diritto ad avere più voce in consiglio

Il primo giorno di scuola è andato. Fuori dall'aula, la protesta dei lavoratori Alcoa, del Presidio Viale Trento e dei cassaintegrati che aspettano risposte vere e concrete dal consiglio e dalla Giunta. Per l'isola, è arrivato il momento di tornare tra i banchi e studiare nuove soluzioni serie, vive e concrete per uscire dalla crisi. La Sardegna e i sardi non possono più aspettare.