Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Informazione, una giungla di falsa felicità

Fonte: L'Unione Sarda
6 dicembre 2013


Saggio di Marongiu
 

Quanta promessa di falsa felicità si annida nei messaggi pubblicitari. Sotto attacco mediatico il consumatore privo della difesa dai linguaggi di seduzione rischia sempre di cadere nella dipendenza. «Come ovviare alle tragiche conseguenze che si ripercuotono sul nostro essere, sui rapporti interpersonali, ereditando dai mass-media, l'ambiguità, il mondo dell'apparenza, dell'immagine, della superficialità?». Questa è una delle domande che il sociologo Ignazio Marongiu, ricercatore ed esperto nell'analisi di problematiche sociali e giovanili, pone nel suo saggio “La bontà apparente. Come orientarsi nella giungla della comunicazione” (Delfino).
L'autore ne parla stasera a Cagliari, alle 17 alla Mem (la Mediateca del Mediterraneo di via Mameli), nella presentazione condotta dalla psichiatra Nereide Rudas e dall'antropologo Bachisio Bandinu, che firma anche la prefazione dell'opera. Alcuni brani sono affidati alla lettura di Mario Faticoni e Piero Marcialis. Un saggio costato due anni e mezzo di lavoro e giunto, innanzi tutto, per la voglia di condividere una rielaborazione dei ragionamenti accumulati nei svariati libri su questi temi.
«La prima parte è drammatica ma la seconda parte è molto propositiva, e vuole indicare una strada per de-condizionarti», spiega l'autore toccando una serie di argomenti, compresa quell'essere computer dipendenti in un contemporaneo vissuto sui social network. «Se l'informazione è in mano a pochi sei come un bagaglio trasportato, invece la direzione la devi scegliere tu», sottolinea. Il saggio si rivolge a chi intenda acquisire consapevolezza del rapporto con i mezzi e i messaggi della comunicazione di massa. «Più specificatamente - scrive Bandinu nella prefazione - è destinato alle famiglie, agli educatori, agli insegnanti e studenti, agli operatori socio-culturali perché offre strumenti critici per leggere la complessità della comunicazione e promuove una pedagogia di una formazione consapevole e critica».
Manuela Vacca