Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

«Pronti a trasformarci tutti in operai»

Fonte: L'Unione Sarda
1 agosto 2013


Sul web i commenti dei tifosi: ma se si prendesse di nuovo in considerazione Is Arenas?
 

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L'attesa snervante cresce sempre di più tra i tifosi. Ormai è conto alla rovescia per l'inizio del campionato. Tra la volontà di organizzare sit-in ad oltranza di fronte al comune di Cagliari e l'idea di manifestare, simbolicamente muniti di attrezzi da muratore, pronti a proporsi loro come ipotetici operai per la ristrutturazione del Sant'Elia, i supporter rossoblù chiedono rispetto. Su internet lo sfogo dei fan, tra loro c'è chi spera in un ritorno allo stadio Is Arenas. Sergio scrive: «Di sicuro il Comune di Quartu sarebbe più celere di quello di Cagliari però la vedo dura lo stesso, a meno che la società non abbia fatto una sorta di doppio gioco trattando sottobanco anche con Quartu in questi mesi. Niente mi stupisce». Thomas punta il dito contro il comune di Cagliari: «Si sono presi i soldi ma non sono interessati realmente alla questione. Il problema è che a Quartu ci sarebbe sempre la situazione relativa a via Olimpia e il Comune non ha mosso un dito per autorizzare i lavori». Giovanni sconsolato scrive: «C'era uno stadio quasi finito, ora siamo gli unici in serie A a non sapere quale sarà il nostro immediato futuro». Marco nel suo commento non è da meno rispetto a quello degli altri tifosi: «Gennaio 2012 - agosto 2013, la vergogna continua, venti mesi e parlano ancora di tempi tecnici?».
In serata, la notizia che il Cagliari non avrebbe accettato alcuni punti della convenzione presentata dal Comune ha gettato i tifosi ulteriormente nello sconforto. «Adesso ci saranno nuovi incontri e nel frattempo salta a Villa Devoto la riunione tra la Regione Sardegna, Cagliari Calcio e Comune di Cagliari. E i giorni passano..», scrive Lorenzo. L'ultimo appello a tutte le parti coinvolte è di Simone: «Non ne possiamo più dei litigi mediatici tra comune e società. Sedetevi in un tavolo, parlate, discutete, se necessario litigate pure, però trovate una soluzione a questa situazione indecente e vergognosa. Ci siamo stancati».
Valentina Caruso