Rassegna Stampa

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Il centrosinistra attacca: "Rimuovete Cappellacci: fa violenza democratica"

Fonte: web Castedduonline.it
12 luglio 2013

Risposta alla Regione

 



di  Marcello Polastri


 


L'attacco non è poi tanto velato: "Commissari nelle Province senza riforma? Questa è violenza democratica". E subito una battuta frizzante per il presidente della Regione: "E’ Cappellacci a dover essere rimosso ai sensi dell’art. 126 della Costituzione".
Hanno poca voglia di scherzare i consiglieri comunali del  Centrosinistra a Cagliari che questa sera, durante la conferenza stampa svoltasti a palazzo Bacaredda,  hanno attaccato la Giunta regionale.
Come è presto detto: stilando un dettagliato ordine del giorno contro la decisione della regione di commissariare gli organi democraticamente eletti: 6 province su 8, "in violazione dei basilari principi democratici e costituzionali".  I consiglieri comunali del Centrosinistra, illustrando un ordine del giorno di imminente discussione tra i bachi del comune, hanno detto che "l'ordine del giorno non è favore della permanenza delle Province" come ha ribadito Giovanni Dore (IDV), primo firmatario del documento. "Piuttosto è un grido di dolore democratico che si leva dalla più antica istituzione locale della Sardegna, quella che nei momenti di difficoltà della storia dell’isola ha saputo restituire dignità al valore delle Istituzioni, come ad esempio dopo  i bombardamenti del ’43 di cui quest’anno celebriamo il sessantennio" ha affermato  l'avvocato Dore.
Sono stati "rimossi degli organi democraticamente eletti di rilievo costituzionale". Ed è per questo che "proponiamo all’intero Consiglio Comunale - ha concluso - a prescindere dal colore politico, un voto unanime per denunciare l’accaduto alla Presidenza del consiglio dei Ministri". Insomma per i consiglieri comunali "ai sensi dell’art. 126 della Costituzione", il Consiglio dei Ministri "può promuovere lo scioglimento anticipato del Consiglio Regionale e la destituzione del Presidente della Giunta per violazione della Costituzione".

“Tutti noi consiglieri qui riuniti, siamo stati referendari e siamo d’accordo per una riforma organica degli Enti locali che consenta la soppressione delle Province, ma - ha detto il consigliere Andreozzi (Rossomori) -  la Giunta ha lasciato in vita gli enti e tutti i suoi costi facendo una non riforma e in questo modo la città di Cagliari che ha tante partite aperte con la provincia, prima tra tutti il PUL, sarà sicuramente penalizzata”.
“Cappellacci - secondo Davide Carta (PD) - ha deciso di fare una campagna elettorale in modo antidemocratico sostituendo i presidenti attuali, eletto dal popolo, con dei Commissari di nomina politica che gli consentiranno di avere punti di riferimento in tutto il territorio regionale. Noi ci opponiamo con forza”.
Sono in sintonia con le loro, anche le affermazioni di Raimondo Perra (Socialisti) che ha detto: "Quello di Cappellacci è un atto assolutamente arbitrario che palesa una grave lesione dei principi democratici, un attentato ai diritti civili e politici dei cittadini ancor prima degli eletti”. È "pura demagogia – secondo il consigliere Sergio Mascia (SEL) – assai inutile e dannosa. E gli  elettori puniranno severamente Cappellacci alle prossime elezioni”. Affermazione ripresa anche dal consigliere Fernando Secchi: “L’IdV è da sempre stata favorevole all’abolizione di questi enti. Lo era quando ha presentato una proposta di legge, a suo tempo depositata in Parlamento, e continuerà ad esserlo anche in futuro ma non può accettare una così grave violazione dei principi democratici”.
Da qui l'idea di impegnare il Sindaco ed il Presidente del Consiglio con l'ordine del giorno per "chiedere che l’atto di nomina dei commissari delle province ed, in particolare di quello della Provincia di Cagliari, venga revocato in autotutela per palese illegittimità, e a trasmettere l'ordine del giorno" se approvato, "all’ANCI per dare ampia diffusione di quanto denunciato". Non solo: "a trasmettere al Governo nazionale il presente ODG al fine di proporre l’impugnativa urgente della relativa legge del giugno scorso per valutare, senza indugio, l’attivazione delle procedure di cui all’art. 126 della Costituzione". Come andrà a finire?  ...Ne sapremo di più nei prossimi giorni.