Rassegna Stampa

Sardegna Quotidiano

La crociata contro la burocrazia

Fonte: Sardegna Quotidiano
24 giugno 2013

Chiesa

 

LA POLEMICA Serve la planimetria delle strade per organizzare una processione. Don Fabrizio Porcella attacca Zedda: «È una persecuzione amministrativa: sono un parroco, non un tecnico»

«Oramai mancano solo i piani quinquennali, per il resto a Cagliari hanno resuscitato il compianto dirigismo sovietico». Il parroco della Sacra Famiglia attacca il sindaco e il Comune per la burocrazia. E il «pupillo di Vendola» viene preso di mira dal quotidiano Libero, che attacca la «Cagliari anticlericale». In realtà il giovane parroco di via Montello lotta contro la burocrazia che ha complicato l’iter per organizzare una processione, bisogna chiedere la concessione di suolo pubblico al Comune con tutto ciò che comporta. «Prima bastava una domanda in carta semplice, adesso bisogna compilare un modulo, pagare una marca da bollo da 14,62 euro e allegare una planimetria del percorso - spiega don Fabrizio Porcella - è una seccatura enorme, ma io mi chiedo: il Comune avrà una carta più adeguata e corretta di quella che posso procurare io? Io sono un parroco, non un tecnico e credo che si tratti di uno strumento dissuasivo, una specie di persecuzione amministrativa. “Non te lo vieto, ma ti faccio passare la voglia di”». Su Libero la protesta che il parroco ha affidato al Portico, settimanale della diocesi cagliaritana, viene ripresa in chiave anti-Zedda, e se le regole per la Cosap sono del 2004 e gli uffici stanno lavorando a una revisione, il parroco se la prende con gli attuali amminmistratori per il giro di vite. «Quest’anno mi sono occupato di tre manifestazioni: una Via crucis rionale per il venerdì santo, la Domenica delle salme e il Corpus domini - spiega don Fabrizio, che a gennaio ha lasciato Barrali per guidare la Sacra Famiglia - e proprio per la terza mi hanno detto “questa è l’ultima volta in carta semplice, poi dovrà compilare il modulo, pagare il bollo e presentare la planimetria”. Per il bollo poco male, anche se quei 14 euro li lascerei volentieri in parrocchia, ma la planimetria non la capisco». Il passaparola vola di parrocchia in parrocchia e la lamentela di don Fabrizio allarma i colleghi. «In tanti son seccati, mi ha chiamato il parroco di San Giacomo molto preoccupato, loro fanno tantissime processioni, e ho scoperto che durante la processione dei misteri quando i fedeli poggiano la statua per riposarsi si paga l’occu - pazione di suolo pubblico. Credo sia un’applicazione in maniera occhiuta della burocrazia». La Chiesa parte avvantaggiata perché deve limitarsi alla domanda di occupazione di suolo pubblico (anche se con bollo e planimetria) mentre è esentata dal pagamento dell’imposta. Diversa invece la questione dell’Ici con le ancelle della Sacra Famiglia che avevano fatto ricorso perché il Comune batteva cassa. Ora il nuovo parroco lancia la sua crociata contro la burocrazia, ma non solo in chiave religiosa. «La mia è una battaglia di libertà per poter usare le strade senza ulteriori aggravi burocratici. Chiunque deve poterlo fare e la burocrazia non può essere così pedante. Tra l’altro, da tre settimane stiamo aspettando una risposta dal Comune, ma nessuno si è fatto vivo » . Marcello Zasso