Rassegna Stampa

Sardegna Quotidiano

Sedie, tavoli e arredi mai arrivati alla casa di riposo

Fonte: Sardegna Quotidiano
5 marzo 2013

Comune

 

POLITICHE SOCIALI Mobili e oggetti vari costati 60mila euro destinati a Terramaini sono sparsi in decine di uffici municipali La delibera firmata nel 2010 da Ada Lai, l’assessore era Piras

Centocinquanta sedie in plexiglass marchio Pedrali, sei tavoli di cristallo e altrettanti divani, una impastatrice e un carrello scolapiatti: dovevano finire nella casa di riposo di Terramaini, ma non è arrivato tutto. 32500 euro per le sedie (212 euro più Iva l’una), sparse tra le decine di locali comunali, 49 nell’assessorato alle Politiche sociali, qualche decina in via d’Arborea, 20 a Terramaini e sessanta sono sparite. Cifra identica per tavoli e divani, 8600 euro. Seimila euro per l’impasta - trice, che dovrebbe trovarsi nella struttura di via Valerio Pisano, così come il carrello scolapiatti, pagato 1500 euro. Il totale è di 59964 euro, soldi spesi con una determina del 21 maggio 2010. La firma l’allora dirigente con delega ai Servizi socio assistenziali e asili nido, Ada Lai. Nell’oggetto si legge “affidamento fornitura attrezzature nella casa di riposo Vittorio Emanuele II, aggiudicazione ditta Soucup”. Il 17 maggio 2010, con trattativa privata, vengono invitate cinque ditte specializzate nel settore. L’unico preventivo che arriva (5994 euro iva compresa) è della Ditta Soucup Antonio, sede attuale in via Newton 3. «All’ini - zio non si capiva nulla dell’acquisto, poi abbiamo trovato le carte. Le attrezzature erano per la casa di riposo», spiega Susanna Orrù, assessore alle Politiche sociali, «cercheremo con i mezzi a nostra disposizione tutte le sedie mancanti e i tre divani». La determinazione 5426/2010 – una paginetta e mezzo, spazi bianchi generosi tra le righe –porta la firma di Ada Lai, che si sorprende di essere contattata per una simile questione: «Non ricopro quel ruolo da due anni, non so dove siano finite le sedie, mi sembra una domanda assurda. Ho firmato tante determine, non posso ricordarmi tutto », afferma la Lai, «può sapere qualcosa l’assessore alle politiche sociali dell’epoca, oggi è consigliere comunale ». Il riferimento è a Anselmo Piras, da metà 2011 capogruppo di Ancora per Cagliari: «Sedie e divani forse sono utilizzati in locali diversi dalla casa di riposo, dove forse sono stati messi in passato per manifestazioni per anziani », dice Piras, «molte sedie identiche sono al sottopiano Search. Dopo Ada Lai ci sono stati altri due dirigenti, non vorrei che questo sia un paravento per il caso dei locali di via d’Arborea, dati a costo zero e senza controllo dall’as - sessore Orrù». La chiusa è di Fabrizio Rodin, Pd e presidente della commissione Politiche sociali: «Questo fatto è la cartina tornasole di come noi siamo riusciti, nonostate la crisi, a garantire i servizi ai cittadini. Tagliando le spese superflue: tutti questi soldi spesi nel 2010 per roba inutilizzata significano una gestione non condivisibile di risorse pubbliche».

Paolo Rapeanu

 VIA ARBOREA I LOCALI RESTANO ALLA ONLUS

La Orrù ha ripetuto anche ieri, dopo essere stata travolta dalle polemiche per l’assegnazione dei locali senza rispettare alcuna procedura, che «la struttura comunale di via Arborea deve essere ristrutturata, nessuno può più restarci. L’associazione Alfabeto del Mondo occupa il primo piano in modo abusivo, lo sanno benissimo». Nonostante gli annunci, per l’asso - ciazione non c’è né sgombero né sede alternativa. La Onlus diretta da Eugenia Maxia continua a operare: ieri ha trasmesso un comunicato stampa per un corso di “Stra - tegie per l’insegnamento” per sabato prossimo. “Il corso della durata di 2 ore si terrà nella sede di via Eleonora d’Arborea 10, primo piano”. Quindi, nonostante i proclami di imminente sgombero e le proteste in Consiglio tutto sembra rimanere come prima.