Lunedì a Villa Devoto la firma dell’accordo quadro per investire 15 milioni di euro nella riqualificazione di argini e terreni
MOLENTARGIUS»LA RINASCITA
di Alessandra Sallemi wCAGLIARI Il 15 ottobre si firma a Villa Devoto nella sala della giunta regionale l’accordo quadro per riqualificare Molentargius. E’ una svolta: il finanziamento è stato assegnato a giugno con una delibera, ma aspettava nelle casse dell’assessorato alla Programmazione da quasi due anni. Con questo accordo che sarà gestito dal consorzio del parco di Molentargius presieduto dal sindaco di Quartu Mauro Contini(supervisione dell’assessorato regionale all’Ambiente), si rimedia agli anni dell’incuria ma, soprattutto, negli intenti c’è la trasformazione dello stagno in una sorta di laboratorio sperimentale di produzioni agricole, attività industriali e servizi interamente orientati a sostenere l’equilibrio della laguna e a promuoverne la qualità ambientale. Nel quadretto finale immaginato durante le lunghe trattative tecnico-politiche di questi due anni c’è uno stagno con le sponde sulle quali torneranno gli ulivi e anche gli orti, c’è un’industria dove il sale si raccoglie a mano e, in un momento successivo e per mezzo di un finanziamento ora solo promesso, c’è un centro benessere che sfrutta (a chilometri zero)le acque madri, risulta della produzione salina e cariche di proprietà benefiche, le stesse che un rinomato centro benessere della costa sud occidentale compra dalle saline di Santa Gilla. Il progetto deve essere fatto subito, la sua realizzazione richiederà sei anni perché, spiegano al parco, l’anno di una laguna come Molentargius è scandito dalla nidificazione degli uccelli che lo popolano e che lo hanno trasformato in un’attrazione mondiale. Da marzo a settembre bisogna rispettare la presenza degli uccelli, per gli altri sei mesi si può marciare verso la ricostruzione degli argini delle vasche, l’esproprio di 120 ettari di terreni privati, la destinazione delle terre alle antiche attività agricole che richiedono vari interventi, uno fra tutti è la ricarica della falda con acqua dolce, perché ormai i terreni pescano in un’acqua molto salina.L’esproprio dei terreni è necessario perché il patrimonio pubblico attuale è della Regione, il consorzio del parco ha soltanto le terre all’ingresso di Cagliari, all’ingresso di Quartu e qualcosa nella striscia centrale, ma la gran parte dei terreni incolti al centro del Molentargius è di proprietà privata. Tra le altre ipotesi sulla riqualificazione agricola ce n’è una suggestiva: assegnare in uso piccoli appezzamenti di terreno a pensionati che vogliano ritrovare il piacere di coltivare ortaggi. Le saline saranno ristrutturate dalla mano pubblica e affidate a privati che facciano un progetto industriale per una produzione di nicchia del sale da tavola, non vasta insomma, ma di alta qualità. La fase successiva, che sulla carta ha assegnati 5 milioni di euro, riguarda gli edifici sparsi nel parco che un tempo servivano ai Monopoli di Stato. Dall’edificio rosso per i sali potassici, alle casupole disseminate nei pressi del rollone al rudere che guarda verso Cagliari dove si raccolgono le acque madri.Per gli edifici ora in disarmo è stata espressa con chiarezza la volontà di «metterli a reddito». Cinque milioni di euro non basteranno, l’idea è di avviare un dialogo con operatori privati che investano per un’impresa da cui guadagnare e pagare un canone all’ente pubblico.