Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

I sindacati:«Di Benedetto è stato un flop»

Fonte: L'Unione Sarda
27 giugno 2012

LIRICO. Ancora polemiche
 

Le parole dell'ex sovrintendente del lirico Gennaro Di Benedetto, che nei giorni scorsi a è intervenuto attribuendo al «ruolo dominante» dei sindacati l'impossibilità di guidare il teatro fuori dalla voragine di debiti che si è creata negli ultimi anni. Alessandro Cecalotti, German Dos Santos e Paolo Piras, dell'Unione sindacale di base, spiegano: «Nessuno nega che ci siano state difficoltà nei rapporti ma forse bisognerebbe chiarire che, da subito, le intenzioni dell'ex sovrintendente sono state quelle di tagliare il tagliabile e non ascoltare nessuno».
PIANO INDUSTRIALE Il piano industriale presentato da Di Benedetto e mai approvato dal Cda «non era un vero piano e neanche una bozza; era una dichiarazione di intenti (commissionata a una società esterna, a pagamento e poco realizzabile perché priva di dati finanziari), dove c'erano analisi approssimative e dove la conclusione (scontata) era l'elevato costo del personale e la necessità di ridurre la produzione».
IL FLOP Critiche anche sotto il profilo della direzione artistica: «La stagione 2011, di cui il nostro ex sovrintendente è orgoglioso, è stata un flop: basta ricordare il Pierino e il Lupo con Marco Carta o alcuni titoli d'opera con artisti di dubbia qualità per capire che l'affluenza di pubblico non è stata compromessa dagli scioperi ma semplicemente dalla desolante offerta».
PROVVEDIMENTI URGENTI Insomma, secondo i sindacalisti Di Benedetto ha lasciato macerie, e adesso «il teatro è tutt'ora in autogestione; servono scelte coraggiose, da parte del Presidente e del Cda, a cui rimproveriamo sempre poca comunicazione e immobilismo e che anche ultimamente sono stati invitati dalle organizzazioni sindacali a prendere provvedimenti urgenti. Ma di sicuro l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è che si continui a sparare sul Lirico, soprattutto da parte di chi ha passato più di un anno a tagliare su dipendenti, fornitori, qualità e quantità dell'offerta artistica e adesso pretende il pagamento di una buona uscita immeritata». ( m.r. )