Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Nuovo stadio, i freni della burocrazia

Fonte: L'Unione Sarda
1 dicembre 2010

L'impianto sarà realizzato dalla società cagliaritana Ris. Il presidente Cappellacci: «Presto gli uffici daranno risposte»
Grido d'allarme di Cellino: «Progetto pronto, manca il sì»
A preoccupare non è tanto il no dell'Enac quanto l'assenza di un percorso concordato tra la Regione e progettisti e legali del Cagliari calcio. Un incontro già forse in settimana.
Non sarà la solita telenovela, che sugli schermi cagliaritani va in onda ormai da cinque o sei anni. Parola di Massimo Cellino. Cambiano gli attori ma la casa del Cagliari calcio è sempre più fredda e inospitale. Se ne sono accorti i pochi coraggiosi che domenica, malamente coperti da ombrelli e incerati, hanno voluto assistere sulle tribune del Sant'Elia, alla partita tra Cagliari e Lecce. Bagnati come pulcini. Meglio (ma solo leggermente) è andata ai fortunati (politici, giornalisti, imboscati e abbonati) che hanno occupato le tribune Vip, stampa e centrali, dove l'acqua è arrivata comunque.
LA SOCIETÀ «Noi siamo pronti, come annunciato, il problema è che la burocrazia ci mette sempre lo zampino: nonostante la disponibilità della politica sia ampia, in Regione le procedure per esaminare il nostro progetto sulle aree di Santa Caterina (in territorio di Elmas, vicino all'aeroporto) non sono ancora decollate», si è fatto scappare il massimo dirigente rossoblù.
IL PROGETTO Eppure, come detto, la fase progettuale si è praticamente conclusa: il nuovo stadio, totalmente coperto, con parcheggi e con tribune e spogliatoi avveniristici, sarà realizzato da un'associazione temporanea d'imprese, nella quale un ruolo centrale sarà rivestito da un'azienda sarda. Si tratta della cagliaritana Ris (nel suo capitale sociale c'è anche Marcello Vasapollo, componente del Cda del Cagliari calcio e responsabile della sicurezza al Sant'Elia), che opererà in stretto contatto con una grossa azienda della Capitale, alla quale sarà demandato lo sviluppo della parte tecnologica.
LA FUNZIONALITÀ «Sarà un progetto innovativo, necessario per dare una dimensione economica finalmente importante anche a una realtà piccola come la nostra - aggiunge il presidente Cellino - è chiaro che è necessario lo sforzo di tutti per superare i contrasti burocratici che pure sembrano frapporsi anche ora che la controparte non è più il Comune di Cagliari ma la Regione».
LA BUROCRAZIA A preoccupare non è tanto il parere negativo dell'Enac («per quello esistono le disposizioni di legge, che sarà il Comune di Elmas a fare eventualmente valere») quanto la mancata individuazione dello strumento attraverso il quale semplificare le procedure per ottenere il permesso a costruire.
IL GOVERNATORE «L'obiettivo è quello di fornire all'intera Sardegna, che si sente rappresentata dal Cagliari, uno stadio confortevole, adeguato ai tempi che cambiano, in grado di supportare una società che in quanto a organizzazione è tra le prime in Italia - fa notare il governatore Ugo Cappellacci, impegnato in un viaggio istituzionale in Qatar - il nostro indirizzo politico è chiaro ed è già stato manifestato all'indomani della presentazione del progetto: il nuovo impianto, da realizzare nella cintura del capoluogo, è una assoluta priorità».
LA SOLUZIONE Dal presidente è arrivata anche un'idea sulle modalità con le quali uscire dallo stallo: «Gli uffici sono stati incaricati di effettuare una ricognizione immediata e di confrontarsi quanto prima con i tecnici e i legali del Cagliari calcio: occorre trovare una soluzione che accontenti tutte le parti in causa e tenga conto di tutte le variabili in campo».
I TERRENI Sull'area di Santa Caterina esisteva un precedente accordo che prevedeva l'edificazione di 300 mila metri cubi, che il Cagliari calcio (attraverso la società Sgs, intestataria dei terreni, acquisiti dalla “Santa Caterina spa”) ha ridotto a 90 mila. «Tutto alla luce del sole ed esclusivamente finalizzato a regalare alla squadra e ai suoi tifosi uno stadio più funzionale», ha sempre detto il presidente Cellino.
PARERE NEGATIVO Di contro c'è una dura presa di posizione dell'Enac, che ha comunicato sia al Comune di Elmas che alla società un parere negativo, motivato dall'eccessiva vicinanza dell'area alle piste del vicino aeroporto. Motivi di sicurezza e opportunità, secondo l'ente nazionale per l'aviazione civile, che consiglierebbero l'individuazione di un'altra area per la costruzione della mega-opera.
ANTHONY MURONI

01/12/2010