Molentargius. Polo civico
«Il Parco del Molentargius? Uno dei cardini dello sviluppo urbano ma anche un esempio di cattiva gestione. Perché a dieci anni dalla conclusione dei lavori procede verso il degrado originario ed è da troppo tempo senza guida operativa».
Appreso del finanziamento di venti milioni accordato dalla Regione per lo sviluppo del parco, il Polo civico, attraverso il portavoce Antonello Gregorini, denuncia l'abbandono del compendio e suggerisce alcuni percorsi da seguire ora che ci sono i fondi
«Il Molentargius aspetta da anni il piano del parco, cioè il fondamentale strumento di programmazione urbanistica ed economica. Se non lo si approva tutto ciò che viene fatto prima della sua approvazione rischia di essere frutto di cattiva politica gestita tramite accordi di lobby e forze politiche. E questo», aggiunge Gregorini, «rischia di generare sprechi e clientele».
I SUGGERIMENTI Secondo il leader del Polo civico, «occorre offrire servizi analoghi a quelli del resto della città ai cosiddetti abusivi di Medau Su Cramu - Is Arenas, bisogna rendere fruibili le aree verdi e l'Orto botanico, oggi abbandonato e bisogna far sì che i consumi di energia elettrica di 2,5 gigawatt/ora siano prodotti da fonti rinnovabili utilizzando gli incentivi».
ANCHE I PRIVATI C'è una cosa che il Polo civico sottolinea: «Una gestione corretta del parco richiede risorse ingenti, che difficilmente potranno essere reperite da finanziamenti pubblici, in mancanza dei quali si rischia ciclicamente l'abbandono. Per questo», evidenziano, «per evitare l'ennesimo sperpero di risorse pubbliche occorre cercare una partnership pubblico-privata anche per la gestione, in concessione, delle attività che possono produrre reddito, come il riavvio dell'attività estrattiva del sale. È necessario, dunque, reperire risorse private da chi ha il necessario patrimonio di conoscenze progettuali e esperienze gestionali, in grado di dare corpo all'iniziativa».
MOLTI PROGETTI «Molti imprenditori», evidenzia Gregorini, «hanno provato in questi anni a predisporre progetti per la produzione del sale, per la realizzazione delle terme o solo per affittare canoe o biciclette, ma l'amministrazione ha opposto tanti e tali paletti da rendere improduttivo qualunque investimento. Un atteggiamento errato. Duemila ettari di territorio all'interno della città», concludono al Polo civico, «meritano un destino e una gestione migliore ed i cittadini meritano che i denari pubblici siano meglio investiti». (f,ma.)
24/09/2010