Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Brindisi sotto una pioggia di auguri

Fonte: L'Unione Sarda
4 gennaio 2010


Cagliari: in 30mila per Baglioni e l'Orchestra di Piazza Vittorio

Neanche la pioggia, arrivata prima della mezzanotte a “rinfrescare” i 30 mila ai piedi del grande palco di via Roma, ha rovinato il brindisi al 2010 celebrato in piazza seguendo i ritmi classici, malinconici e iper-glicemici di testi e musiche di Claudio Baglioni.
L'OK DEL PUBBLICO Ancora una volta la folla ha mostrato di gradirne la presenza, seppure in uno show che non passerà di certo allo storia per pathos e dialoghi diretti tra star e pubblico. In un certo senso, pur con un parterre notevolmente ridotto, è andata meglio dall'una di notte in poi, quando il sound dell'Orchestra di Piazza Vittorio ha veramente scatenato chi ha deciso di sfidare l'acquazzone che aumentava d'intensità ed è rimasto in piazza.
LA FESTA Chi si aspettava uno show rutilante non poteva che restare deluso. Ma, del resto, Baglioni non è Fiorello. Cantare, canta. Regalare emozioni antiche? Le regala. E la piazza applaude, salta e urla. Da “Avrai” (intonata alle 22.40) al saluto finale (30 minuti dopo mezzanotte) con “Questo piccolo grande amore” Claudio scalda i cuori, mettendo in campo il suo indubbio talento. Concede giusto un paio di carezze («Facciamo Cagliari capitale del Mediterraneo» e «Questa è un'isola stupenda») e poi brinda sul palco assieme all'assessore regionale Ketty Corona e a quello comunale Anselmo Piras. Il sindaco Emilio Floris non c'è (del resto aveva già vissuto intensamente il concerto di quest'estate all'Anfiteatro) ma Claudio non se ne accorge. Bacia l'assessore Corona (che confesserà di essere sempre stata una fan: «I suoi primi album sono stati la colonna sonora della mia adolescenza») e stappa le bottiglie insieme a Piras. Poi, con la scusa che lo spettacolo dei fuochi artificiali si svolge alle spalle del palco (dieci minuti di svolazzi pirotecnici, dall'indubbio effetto scenografico), a mezzanotte e cinque ha già ripreso a svolgere, nell'ultima parte davvero senza alcuno slancio, il suo copione. Ancora quattro o cinque canzoni, sotto una pioggia nel frattempo diventata battente, e poi il passaggio del testimone con l'Orchestra di Piazza Vittorio.
COMUNE Mentre il presentatore Matteo Bruni intrattiene il pubblico in attesa che il palco sia pronto per la nuova esibizione, nelle sale del palazzo del Municipio (addobbate a festa) si brinda al nuovo anno e si scaldano i muscoli in vista delle prossime battaglie politiche: con l'assessore Ketty Corona c'è anche il fratello Giorgio (medico ed ex capogruppo di Forza Italia in Regione). Poco più in là un capannello attorno al collega Antonello Liori, da dieci mesi dominus della sanità sarda. E poi il presidente del Consiglio comunale Sandro Corsini, l'assessore Giuseppe Farris, i consiglieri Ettore Businco, Stefano Schirru, Giorgio Cugusi, Sandro Vargiu, Marisa Depau, Aurelio Lai, Marco Piras e Massimiliano Tavolacci. E ancora funzionari del Comune e un manipolo di “notabili” cagliaritani, con signore in abito da sera e mariti in giacca e cravatta d'ordinanza. Si fa la fila davanti al tavolo con l'immancabile zampone e un assortimento di grana e salsiccia. Si brinda con le bollicine e ci si accalca alle finestre che si affacciano sul palco della festa. Qualcuno dirà: «Io c'ero». E magari mostrerà le prove, esibendo le fotografie.
IN PIAZZA Tra la gente si registrano solo volti sorridenti e questa è già una notizia, anche se un'inchiesta de “Il Sole 24 ore” aveva già rivelato che a queste latitudini ci si sente i più felici d'Italia. Forse ci si aspetta veramente tanto dal 2010 appena arrivato o forse non si vedeva l'ora di lasciarsi alle spalle un 2009 che per pochi varrà la pena di essere ricordato. In piazza si brinda bevendo lo spumante direttamente dalla bottiglia, da mezzanotte e mezzo in poi la festa sembra diventare improvvisamente proprietà dei giovani. All'una ci si ricorda che Cagliari è multietnica: sotto i portici di via Roma e su per il Largo, fino quasi a piazza Yenne, sono i giovani di colore a scandire il ritmo del ballo, seguendo le melodie che dal palco vengono distribuite dall'Orchestra di Piazza Vittorio. Un' ensemble veramente efficace, con i sedici componenti che mescolano le loro origini e i loro studi in un abile mix, che impedisce a chi ascolta di non dimenarsi. Tunisia, Italia, Brasile, Cuba, Senegal, Stati Uniti, Argentina, Ecuador e Ungheria: ognuna delle diverse culture musicali porta qualcosa al tavolo della festa. E la gente balla sotto la pioggia, ricordando l'inno all'allegria regalato mezzo secolo fa da Gene Kelly.
ANTHONY MURONI

02/01/2010