Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Cagliari e la vela: il futuro della città è già tracciato

Fonte: L'Unione Sarda
3 ottobre 2019

Sirene e getti d'acqua per il benvenuto

Cagliari e la vela: il futuro della città è già tracciato

Il team di Max Sirena testimonial d'eccezione del capoluogo e della Sardegna nel mondo

Sospesa nel vuoto, l'albero quasi a toccare il cielo pennellato di nuvole e d'azzurro dal maestrale, lo scafo poco sopra un mare che si conserva piatto per il tuffo annunciato. Sulla sinistra i marmi bianchi di Bonaria abbagliano, a destra la Sella del diavolo accompagna morbida lo sguardo. Se l'avessero studiata non sarebbe riuscita così. Luna Rossa si infila nello sky line che guarda al Poetto e Cagliari ricambia l'abbraccio regalando uno scenario da sogno in un momento indimenticabile: il suono assordante delle trombette che segue il rumore del vetro infranto celebra il matrimonio tra il capoluogo della Sardegna e la barca diventata in poco tempo testimonial dell'Isola. Le mani battono forte insieme al cuore mentre l'urlo dei velisti squarcia il silenzio dell'attesa.
Capolavori
Il varo di Luna Rossa in un pomeriggio di sole bollente è molto più di un momento sportivo: è una promessa, una speranza, una certezza. Il team di Prada che nell'aprile 2020 parteciperà all'America's cup con uno scafo supertecnologico grazie all'importante supporto dei professionisti del Crs4 ha lanciato Cagliari nel firmamento mondiale della vela. Ed è solo l'inizio: tra breve arriveranno gli altri quattro scafi e poi ci saranno le regate. Ma i cagliaritani confusi nella folla di 500 invitati provenienti da ogni angolo del pianeta ammirano in un sol colpo i capolavori dell'ingegneria e della natura con una consapevolezza: ora o mai più. Anche perché l'emozione capace di rompere la voce del team director Max Sirena che ha voluto a tutti i costi fare base a Cagliari perché una città così, un clima così, un'accoglienza così da nessun'altra parte mai, è di quelle contagiose. «Un lavoro di 18 mesi, una classe completamente nuova, il progetto più bello cui abbiamo partecipato, una sfida interamente italiana, un momento importante per noi». E gli applausi sono per Luna Rossa e per tutti quelli che ci hanno creduto.
La sfida
Piergiorgio Massidda, ex Autorità portuale, non dice nulla ma considera tutto questo un po' figlio suo; il suo successore Massimo Deiana da bravo padrone di casa conserva un profilo basso ma certo il suo è stato un grande lavoro; l'ex sindaco Massimo Zedda sa di aver affidato proprio al grande velista riminese la preparazione del dossier - vincente - per fare di Cagliari la sede della vela alle Olimpiadi 2020 e il dispiacere per la rinuncia di Roma ha il sapore cattivo dell'occasione perduta; il sindaco Paolo Truzzu arriva al termine dell'incontro con il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte sapendo che da qui riparte il futuro della città. E l'idea recentissima di conferire la cittadinanza onoraria a Max Sirena si inserisce in una prospettiva dove la vela è un traino importante del turismo e dell'economia. Perché lo sport serve anche a ridisegnare i luoghi: altre città come la spagnola Valencia o la neozelandese Auckland lo hanno fatto con grande profitto, Cagliari non può più stare indietro. Non con queste premesse, questa pubblicità, questo entusiasmo. Al molo Ichnusa ieri più che mai si parlavano tutte le lingue del mondo, c'erano giovani e meno giovani, sportivi e non e tutti insieme guardavano anche dall'altra parte, verso il porto e via Roma che da quella prospettiva offrono una visuale magnifica. Centinaia di persone sfidavano il caldo di un ottobre torrido per assistere oltre il cancello e decine di barche si avvicinavano a Su Siccu con le sirene spiegate. Mentre due potenti getti d'acqua incorniciavano il mare in un'unica accogliente casa.
Maria Francesca Chiappe