Rassegna Stampa

Vistanet Cagliari

I palazzi del Favero a Sant’Elia saranno abbattuti: i residenti vivono nel degrado e ancora non sann

Fonte: Vistanet Cagliari
10 gennaio 2018

I palazzi del Favero a Sant’Elia saranno abbattuti: i residenti vivono nel degrado e ancora non sanno dove verranno trasferiti 

  
 
I palazzi del Favero a Sant’Elia saranno abbattuti: i residenti vivono nel degrado e ancora non sanno dove verranno trasferiti.
Aumenta la preoccupazione dei residenti del gigante di cemento del Favero, dopo la recente pubblicazione dell’integrazione al bando col quale AREA (Azienda Regionale per l’Edilizia Abitativa) acquisirà unità abitative in cui intende trasferire momentaneamente i residenti del complesso di Sant’Elia, in attesa di demolire il complesso esistente e costruirne un altro.

Le perplessità dei residenti non derivano solo dal fatto che con l’integrazione, il bando per l’acquisizione di abitazioni si estende a comuni lontani come Oristano, Nuoro, Sassari, Carbonia e Iglesias. La gente di Sant’Elia non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, da nessuno degli enti coinvolti, Comune di Cagliari, AREA o Regione, tutte le informazioni sull’intera operazione di cui dispongono sono quelle fornite dai media. E l’imminente scadenza del bando, fissata per il 31 gennaio non fa che accrescere la preoccupazione. Gabriella Paderi del comitato di quartiere “Sant’Elia, noi ci crediamo” esprime tutto il suo sconcerto: «Nessuna lettera, nessuna comunicazione, nessuno che sia venuto qui a farci conoscere i dettagli di questo progetto». Gabriella parla a nome della comunità: «A noi preme conoscere la tempistica, vogliamo sapere dove sorgerà il nuovo complesso, come si può lasciare la gente in questa incertezza?».


Costruito tra il 1971 e il 1978 con i suoi quattordici blocchi e le sue tre piazze, il Favero testimonia la logica di scelte mirate a soddisfare in maniera rapida ed economica la necessità di abitazioni per le fasce meno abbienti della popolazione. Gli edifici però costruiti in economia, da anni presentano problemi strutturali importanti, gli impianti necessitano di un rifacimento radicale. Nel 2014 si era stabilito, nell’accordo di programma tra AREA, Comune e Regione di procedere con un intervento di ristrutturazione radicale sull’intero complesso. Come spiega Gian Valerio Sanna, di AREA: «Avendo constatato la presenza di una compromissione strutturale degli edifici, abbiamo preferito modificare l’accordo di programma e optare per la demolizione e ricostruzione». Per questo AREA ha pubblicato un bando col quale intende acquisire unità abitative in cui trasferire i residenti del Favero, in attesa della ricostruzione. «Si tratta di un bando esplorativo, al momento non abbiamo ancora una strategia definita, non sappiamo nemmeno se riusciremo a trovare tutte le abitazioni che occorrono», prosegue Sanna, «per questo non abbiamo ancora contattato i residenti, ma è necessario che il Favero venga sgombrato perché una volta demolito, il nuovo complesso verrà costruito sulla stessa area».
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Sant'Elia, palazzi del Favero 24 
Franciscu Sedda, consulente per l’Assessorato Regionale ai Lavori Pubblici, parla di un’ipotesi di lavoro diversa: «La demolizione sarà controllata, non avverrà in un unico momento, ma blocco per blocco. Per questo si sta valutando di spostare i residenti a gruppi, ma lasciandoli nel quartiere, esistono nell’area di Sant’Elia», prosegue Sedda, «terreni su cui costruire alloggi temporanei o strutture da sistemare in cui ospitare temporaneamente i residenti. Una volta ricostruiti i nuovi edifici negli stessi spazi attualmente occupati dal Favero, i vecchi occupanti prenderebbero possesso dei nuovi appartamenti. E a quel punto un nuovo gruppo di residenti verrebbe spostato provvisoriamente e si procederebbe alla demolizione e ricostruzione di un altro blocco e così via fino a completare la ricostruzione».
Sedda che si occupa da molto tempo della “Questione Sant’Elia” ci tiene a precisare: «Personalmente ho sempre considerato fondamentale il coinvolgimento dei comitati di quartiere nella discussione, al momento però è prematuro contattare direttamente i residenti, si parla di semplici ipotesi di lavoro, per questo chiediamo ad AREA di formalizzare al più presto i progetti e le richieste di autorizzazione per l’inizio dei lavori». Per i troppi impegni dell’assessora competente Luisa Anna Marras, non è stato possibile sentire la posizione del Comune di Cagliari, che dovrebbe concedere i permessi.

I residenti sono determinati a non muoversi dal Favero, chiedono certezze sui tempi e soprattutto la sicurezza di rimanere a Sant’Elia. Billo Vistosu il presidente di “Sant’Elia noi ci crediamo” non ha dubbi: «Noi da qui ci muoviamo solo dopo che abbiamo visto le nuove case pronte, abbiamo paura che se andiamo via, qui non ci torneremo più». Il dubbio neanche tanto velato che serpeggia tra la gente del quartiere, è che al posto del Favero si voglia costruire un complesso di edilizia residenziale privata, vista la splendida posizione davanti al mare e la costruzione del nuovo complesso sportivo che sta per sorgere al posto del vecchio stadio. Intanto però il tempo passa e mentre la politica discute ipotesi di lavoro, i residenti continuano a fare i conti con i problemi concreti legati al degrado, come documentano le foto. Tombini aperti, insormontabili barriere architettoniche, mancanza di illuminazione pubblica, strade con buche profonde, lamiere e pannelli che si staccano alla prima maestralata, piazzali che si allagano e fogne che saltano alla prima pioggia.
Questo solo per gli spazi esterni. Ci sono poi i problemi relativi all’interno degli appartamenti, che i residenti sistemano nei limiti del possibile a proprie spese. Al momento AREA sta provvedendo alla sistemazione dei bagni di alcuni appartamenti in cui l’intervento non era più rinviabile. Resta da chiedersi come mai, se la politica nel 2014 ha ritenuto antieconomico ristrutturare il Favero, vista la grave compromissione delle strutture, optando per una demolizione, nel 2018 centinaia di persone, al Favero, continuino a viverci. (Dalila)
 

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