Rassegna Stampa

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"Sale Sudore Sangue", all'Exma di Cagliari le foto delle tonnare di Portoscuso e Porto Paglia

Fonte: web SardegnaOggi.it
19 luglio 2017

"Sale Sudore Sangue", all'Exma di Cagliari le foto delle tonnare di Portoscuso e Porto Paglia

Dal 18 luglio al 17 settembre la Sala delle Volte dell’Exma di Cagliari ospita Sale Sudore Sangue, progetto originale di Francesco Zizola per Consorzio Camù e 10b Photography, curato da Deanna Richardson. In mostra le fotografie, scattate negli ultimi cinque anni da Zizola tra Portoscuso e Porto Paglia, che raccontano l’antico metodo di pesca del tonno rosso sviluppato nelle tonnare e la cui origine risale alle incursioni arabe.



Le immagini di Francesco Zizola sono state pubblicate in tutto il mondo dalle più importanti testate italiane e internazionali. Per il suo lavoro ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui dieci World Press Photo e sei Picture of the Year International.

La mostra, che fa riferimento al più ampio progetto Hybris sui limiti dell’uomo rispetto agli elementi naturali, ci porta indietro nel tempo, in una Sardegna dove ancora esiste l'antico rito della mattanza e i pescatori sono gli ultimi testimoni della relazione simbiotica esistente tra l’uomo e il mare.  Le immagini di Sale Sudore Sangue parlano di una pesca al tonno indubbiamente crudele, ma estremamente selettiva e concentrata in un breve periodo di tempo, e per questo in grado di rispettare il ciclo della vita marina. Un’antica pratica di pesca sostenibile che rischia di scomparire soprattutto a causa della pesca di tipo industriale che poco si preoccupa della preservazione dell’ecosistema marino e dei suoi organismi.

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Tre quarti del nostro pianeta è ricoperto d’acqua. Gli oceani, habitat di oltre l’80% degli organismi presenti sulla terra, rappresentano un ecosistema dalla biodiversità inestimabile, fonte primaria di sostentamento per milioni di persone. Oggi gli oceani si trovano ad affrontare una delle più gravi minacce della storia: la pesca intensiva. Scienziati di tutto il mondo hanno lanciato un allarme congiunto senza precedenti: se le navi da pesca industriale continueranno a saccheggiare il mare con l’intensità di oggi, le più comuni specie di pesci rischieranno di estinguersi entro il 2048. La drastica diminuzione delle riserve di pesce nel mare mette a rischio non solo il delicato equilibrio di tutti i mari del mondo, ma anche il futuro stesso dell’intero ecosistema Terra e delle generazioni che verranno.

“Ogni anno, alla fine della primavera - scrive Zizola nella presentazione della mostra - enormi esemplari di tonni migrano dall'Oceano Atlantico verso le acque più calde del Mediterraneo. Questi pesci possono raggiungere un peso di oltre 400 chili e vengono catturati e caricati sulle barche contando solo sul sudore dei tonnaroti, ultimi testimoni di una pesca compatibile che è in grado di rispettare il ciclo della vita marina. Le reti colossali vengono sollevate dagli uomini sotto la supervisione del Rais, capo supremo della tonnara e unico depositario dell’antica arte della mattanza, durante la quale il sangue del tonno tinge di rosso il mare”.

Francesco Zizola (Roma, 1962) ha fotografato le principali crisi e conflitti che si sono succeduti nel mondo negli ultimi 25 anni. Un forte impegno etico e una personale cifra stilistica caratterizzano la sua produzione fotografica. I suoi progetti e gli assignment per numerose testate italiane e internazionali lo hanno portato in tutto il mondo, dandogli l'occasione di ritrarre crisi umanitarie spesso rimaste ai margini della notizia.  Francesco ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui dieci World Press Photo e sei Picture of the Year International. Nel 2017 è stato vincitore del National Magazine Award for Feature Photography per il suo lavoro sui migranti. Sette sono i libri che ha pubblicato, tra cui "Uno sguardo inadeguato" (2013), "Iraq" (2007) e "Born Somewhere" (2004) dedicato alla condizione dell'infanzia e dell’adolescenza in 27 paesi del mondo. Nel

2003 Henri Cartier Bresson include una fotografia di Francesco tra le sue 100 preferite. Da questa collezione nasce una mostra, 'Les Choix d'Henri Cartier Bresson' e un libro. Nel 2007 insieme a un gruppo di colleghi, fonda l'agenzia NOOR, la cui sede è ad Amsterdam. Nel 2008 è tra i fondatori del 10b Photography di Roma, un centro polifunzionale dedicato alla fotografia professionale. È stato membro della giuria del World Press Photo per l'edizione 2014. Francesco vive a Roma.

Francesco Zizola (Roma, 1962) ha fotografato le principali crisi e conflitti che si sono succeduti nel mondo negli ultimi 25 anni. Un forte impegno etico e una personale cifra stilistica caratterizzano la sua produzione fotografica. I suoi progetti e gli assignment per numerose testate italiane e internazionali lo hanno portato in tutto il mondo, dandogli l'occasione di ritrarre crisi umanitarie spesso rimaste ai margini della notizia. Francesco ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui dieci World Press Photo e sei Picture of the Year International. Nel 2017 è stato vincitore del National Magazine Award for Feature Photography per il suo lavoro sui migranti. Sette sono i libri che ha pubblicato, tra cui "Uno sguardo inadeguato" (2013), "Iraq" (2007) e "Born Somewhere" (2004) dedicato alla condizione dell'infanzia e dell’adolescenza in 27 paesi del mondo. Nel







2003 Henri Cartier Bresson include una fotografia di Francesco tra le sue 100 preferite. Da questa collezione nasce una mostra, 'Les Choix d'Henri Cartier Bresson' e un libro. Nel 2007 insieme a un gruppo di colleghi, fonda l'agenzia NOOR, la cui sede è ad Amsterdam. Nel 2008 è tra i fondatori del 10b Photography di Roma, un centro polifunzionale dedicato alla fotografia professionale. È stato membro della giuria del World Press Photo per l'edizione 2014. Francesco vive a Roma. 
Ultimo aggiornamento: 18-07-2017 15:55