Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Concluso il quinto sbarco l’accoglienza è al collasso

Fonte: La Nuova Sardegna
26 luglio 2016


La Prefettura: «Restano solo poche decine di posti, presto altre strutture»

CAGLIARI. Le strutture di accoglienza sono al limite, coi 931 migranti sbarcati ieri mattina dalla nave norvegese Siem Pilot non restano che poche decine di posti-letto sparsi nelle province dell’isola. Lanciare allarmi è fuori luogo, di certo la situazione si è fatta preoccupante: allo stato attuale la Sardegna non sarebbe in grado di far fronte a un nuovo massiccio arrivo di profughi. Sbaglia però chi parla di quota raggiunta e superata: il piano di riparto nazionale prevede che nell’isola venga ospitato il tre per cento del flusso complessivo in direzione dell’Italia, ma ciò che conta è la percentuale, non il numero assoluto. Per quanto alla fine i comuni sardi chiamati a dare il proprio contributo debbano misurarsi con una realtà estremamente impegnativa, determinata dal numero di presenze. In altre parole: se nel corso dell’estate le navi del soccorso raccogliessero nel canale di Sicilia cinquantamila naufraghi africani, la Sardegna dovrebbe comunque accollarsene il tre per cento. Il problema è dove metterli: «Abbiamo appena concluso la manifestazione d’interesse per alcune strutture - spiegano in Prefettura - perché la dinamica degli arrivi non consente di fare previsioni». Con una certezza, indicata dalle cifre ufficiali diffuse dal Ministero dell’Interno: fino ad oggi la quantità di sbarchi nei porti italiani è più bassa rispetto allo stesso periodo del 2015 di una percentuale pari al 2 per cento. Quindi il flusso di migranti é costante, per quanto ai richiedenti asilo provenienti da paesi in guerra si siano aggiunti migliaia di migranti economici, usciti per disperazione da situazioni complicate in paesi estranei ai conflitti. Su questa quota lavorano le prefetture, compresa quella di Cagliari. Ma la procedura di identificazione e di valutazione dello status di profugo è lunga e complessa.
Lo sbarco di ieri assomiglia agli altri quattro del 2016. La macchina dell’accoglienza, ormai oliatissima, ha funzionato a puntino: trasferite dal porto canale al molo Rinascita, quello delle crociere, le strutture per la prima identificazione, i controlli sanitari e le altre attività previste dal protocollo nazionale sono state portate a termine nei tempi stabiliti e i pullman sono partiti per le destinazioni indicate dal coordinamento. I numeri sono quelli comunicati già nei giorni scorsi: 442 migranti resteranno a Cagliari, 286 andranno a Sassari, 121 a Nuoro e 86 a Oristano. Tra questi ci sono 619 uomini, 121 donne, 182 minorenni e 9 bambini sotto i dieci anni. Quello dei minori è un problema in più per chi opera nell’accoglienza: viaggiano da soli, quasi mai hanno documenti e spesso forniscono informazioni false alle autorità locali sia sull’età che sulla provenienza. Guardia Costiera, Polizia, Carabinieri, Asl, Croce Rossa, Protezione Civile e volontari hanno lavorato per l’intera giornata con l’aiuto della Squadra

Mobile di Cagliari, impegnata nel tentativo no facile di identificare gli scafisti. Una donna che durante la traversata ha accusato un malore è stata sbarcata in anticipo e accompagnata in ospedale. Con quello di ieri salgono a cinque gli sbarchi nel porto di Cagliari dall'inizio dell'anno.