Rassegna Stampa

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Gianni Chessa:nuove piste ciclabili? Sì, se condivise coi commercianti

Fonte: web Castedduonline.it
8 luglio 2016

Autore: Federica Melis il 07/07/2016 16:24

 


Assessore Chessa, innanzitutto auguri per la delega ai Lavori Pubblici nella nuova Giunta Zedda.  Il suo partito, il Psd'Az ha ottenuto due assessorati dopo cinque anni di opposizione. Com’è nata la conversione con il centrosinistra e  Zedda?

Abbiamo trovato un accordo in tempi non sospetti basato su indirizzi politici e programmatici. Ci ha convinto l’onestà intellettuale di Massimo e la sua politica del fare e non bloccare. Ha fatto tanto per questa città, soprattutto, per quanto riguarda le opere pubbliche, il Poetto è solo un esempio. Il programma di Massidda non ci ha convinto, e lo dico io che sono sempre stato vicino al centro destra.

Quali sono le  nuove opere pubbliche sulle quali intende puntare? Dove c'è bisogno di intervenire in città?

Un settore spina del fianco è l’edilizia popolare, la priorità è questa. Poi sicuramente le grandi opere pubbliche: "ridare i gioielli di famiglia" alla città, come il Bastione. Daremo continuità alla linea tracciata dal sindaco. Bisogna intervenire poi con meno transenne che ostacolano la viabilità, le opere pubbliche vanno eseguite in tempi più brevi. Certo recano disagi oggi, ma domani saranno un beneficio, è questo che i cagliaritani devono capire.

Lei ha un grande bacino di voti nei quartieri popolari, soprattutto a Is Mirrionis. In passato in questo quartiere ha contestato le piste ciclabili, che sono invece in gran parte previste nel piano della viabilità. Come intende intervenire?

Prima di tutto bisogna fare le giuste valutazioni in giunta. Parlare con i residenti e soprattutto con i commercianti, dovrà essere una scelta condivisa. Bisogna fare una simulazione su come diventerà e mostrarla ai cittadini. Io da solo non scelgo nulla. Siamo una giunta democratica, dove si discute con coraggio.

Per quanto riguarda la nuova piazza san Michele e il muro contestato da lei e dagli abitanti? Farà modificare il progetto?

Sono sempre stato contrario a questo progetto. Cercheremo di abbellirlo, vedremo insieme al sindaco l’impatto che può dare. Ricordo che è stato fatto su richiesta della Chiesa, il comune ha assecondato.

In una sua intervista dichiarò che nel parco di Molentargius era meglio il cemento dei fenicotteri: più ricchezza e meno avifauna, insomma. Proporrà la nascita di nuovi hotel a ridosso di mare e stagni?

Non sono un cementificatore questo si chiaro. Sono il primo che rispetta l’ambiente. La mia era una metafora, del tipo “ragazzi svegliamoci dobbiamo fare qualcosa per cambiare le cose”. Parliamoci chiaro il parco di Molentargius è vincolato non si può fare nulla. Sono per  qualsiasi cosa valorizzi l’ambiente, porti reddito. 

E l’idea di costruire un parco acquatico a Calamosca? Anche questa era una metafora per portare sviluppo e lavoro?

Era un progetto che avevo trovato su internet in una zona molto simile a Calamosca. E’ chiaro che non si può fare. Era una metafora anche quella, è un’area demaniale. Mi chiedo, però, come mai tutte le spiagge del mondo portano reddito, qui no.  E' possibile che a Cagliari non ci riusciamo? Erano esternazioni fatte da un consigliere per svegliare gli animi. Calamosca non ci rende nulla ora, facciamo un concorso d’idee. Non vi va bene lo scivolo, va bene facciamo qualcosa perché ci sono un sacco di disoccupati a Cagliari. Il mio è solo un modo coraggioso di pensare, di dare spunto. Le mie sono battaglie culturali. State attenti se non cambieremo mentalità non cambierà nulla. 

( foto originale Dietrich Steinmetz)