Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Mori bendati, a scuola si impara la storia del simbolo

Fonte: L'Unione Sarda
2 febbraio 2015

L'IDEA. Mostra, video e percorsi didattici per conoscere lo stemma dell'identità sarda

 

« L o stemma dei Quattro Mori è il più diffuso al mondo, ma cosa sapresti dire della sua storia?» Questa domanda è stata lo slogan e il fulcro della mostra itinerante “Tour Quattromori”, andata in scena dall'11 al 14 novembre scorso. Rivolta ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie delle province di Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano e Carbonia-Iglesias, l'iniziativa (organizzata dall'associazione Osidea Onlus col contributo della Fondazione Banco di Sardegna e il patrocinio gratuito della Regione e dell'Anci Sardegna) ha fatto registrare numeri ancor più soddisfacenti dell'edizione 2013: circa quaranta classi e oltre mille studenti coinvolti, entusiasti di offrire il loro contributo alla valorizzazione della cultura e dell'identità sarda legata al simbolo la cui più antica attestazione risale al 1281.
Vincente si è rivelata la formula della mostra, che ha ripercorso le tappe salienti della storia della bandiera attraverso un percorso didattico multimediale realizzato con video, immagini e lezioni tematiche, il tutto a bordo di un bus attrezzato. Coordinati dalle relatrici Giorgia e Valeria, i ragazzi hanno appreso così che la prima “apparizione” ufficiale dei Quattro Mori a Cagliari è del 1591, sul frontespizio degli atti dello Stament militar de Sardenya. Lo stemma diventerà poi emblema della Regione Sardegna nel 1950, con successive modifiche fino alla versione definitiva, risalente al 2005.
Gli studenti hanno rivelato uno spirito d'osservazione da fare invidia agli esperti d'araldica, individuando tutti i “ritocchi” («I mori hanno la benda sugli occhi o sulla fronte? Sono rivolti verso a destra o a sinistra?») apportati nel tempo al simbolo sardo.
Secondo alcuni non è giusto che i quattro personaggi rimangano senza nome: «Perché non li chiamiamo Manuel, Gianni, Filippo e Francesco? Proprio come noi quattro!». La soddisfazione degli organizzatori è sintetizzata da Paola Pinna, presidente di Osidea Onlus: «I ringraziamenti dei ragazzi alla fine del tour sono la nostra gioia più grande. Siamo orgogliosi di questa full immersion tra storia, miti, sconfitte e vittorie e di aver fatto conoscere loro uno stemma che è rivendicazione di identità, segno distintivo, fiero richiamo all'unione in forza di radici comuni». E già si pensa all'edizione 2015: «Siamo già al lavoro, ci sarà anche un concorso artistico per gli alunni delle primarie».
Fabio Marcello