Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Maria Lai tesse la trama del mondo

Fonte: La Nuova Sardegna
14 luglio 2014

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Al Man di Nuoro la seconda tappa della grande retrospettiva Il periodo della maturità, dagli anni ’80 alle ultime opere



di Gianluca Corsi


NUORO. È la Maria Lai più matura (dagli anni Ottanta sino alla scomparsa), ma forse anche la più audace e giocosa, quella della sezione nuorese di “Ricucire il mondo”, presentata avant'ieri sera al museo Man. Sicuramente è la Maria Lai che vuole ricucire i suoi rapporti col mondo, come ha confermato Barbara Casavecchia, curatrice, insieme al direttore del Man Lorenzo Giusti, della grande antologica comprendente anche le tappe di Cagliari e Ulassai.

Maria Lai riflette sul potenziale liberatorio dell'arte attraverso performance, teatro, laboratori con i bambini». E proprio il legame con l'universo infantile (inteso come "luogo dell'anima") e la pedagogia è uno degli elementi più ricchi e vitali di questo periodo, che porta l'artista di Ulassai a cucire fiabe sui libri, a creare giochi, mazzi di carte, calli-grammi. Un percorso che si apre al terzo piano del museo d'arte contemporanea nuorese, con il lavoro che funge da intersezione tra le sedi di Cagliari, Nuoro e Ulassai: l'intervento collettivo del 1981 dal titolo “Legarsi alla montagna”.

Tramite inediti materiali documentari, foto, video e alcune delle opere prodotte dall'artista nelle diverse occasioni, la mostra del Man documenta tutti gli interventi ambientali e performativi di Lai: da “Reperto” (Villasimius, 1982), “La disfatta dei varani” (Camerino, 1983), “L'alveare del poeta” (Orotelli, 1983) fino a “L'albero del miele amaro” (Siliqua, 1997), i cui lenzuoli stesi e intessuti di parole accompagnano il visitatore fin dall'ingresso. Quasi struggente, per chi ha conosciuto e amato Maria Lai e la sua arte, è la stanza assemblata dallo stilista Antonio Marras, in cui gli oggetti e le cianfrusaglie più disparate trovano armonia e senso, e quasi galleggiano in una trama di fili metallici che corrono, si intrecciano, fuggono – forse – verso un altro infinito.

«È un evento che sarebbe piaciuto tanto a Maria – ha commentato l'assessore regionale ai beni culturali, Claudia Firino –, perché interpreta il suo spirito e quello che ha caratterizzato tutta la sua esperienza artistica». L'assessore ha sottolineato come da “Ricucire il mondo” venga fuori lo spirito di unione dei territori della Sardegna: «La mostra ricuce il territorio, e la sinergia positiva di enti locali, musei e privati è un esempio di buona prassi da replicare anche per il futuro». Claudia Firino ha annunciato che, su precisa richiesta del Ministero, ha segnalato la mostra tra i grandi eventi del semestre di presidenza italiano all'Unione Europea. Lorenzo Giusti, infine, quasi si è scusato con Maria Lai, per averle rubato un po' la scena, ricordando che – al piano terra del museo – è possibile ammirare anche il bel progetto di “exhibition painting”, a cura di Paolo Chiasera e Micaela Deiana, dal titolo “I Giardini di Sardegna, Cipro e Gerusalemme”.