Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Fiamme alte sull'incuria

Fonte: L'Unione Sarda
14 luglio 2014


VIA IS MAGLIAS. Fuoco in un terreno privato, paura tra i residenti

 

Rischio-incendi nelle troppe zone con erbacce

 

Magari erano soltanto sterpi rinsecchiti dal sole. Ma lì, in via Is Maglias, in un vasto terreno recintato sotto il calcare bianco di Tuvumannu-Tuvixeddu, quelle erbacce non dovevano esserci. E non solo per una questione di decoro urbano ma soprattutto per legge, per l'ordinanza firmata dal sindaco Massimo Zedda lo scorso 30 maggio contenente le prescrizioni e gli obblighi per la pulizia dei terreni incolti “ai fini della tutela dell'incolumità e dell'igiene pubblica”.
LA SCINTILLA È bastato un fiammifero, forse ancora di più una sigaretta accesa gettata da un passante, magari da un'auto, e quel fienile abusivo ha preso fuoco quando l'orologio batteva le undici. Fiamme che hanno rischiato di estendersi, attraversare la strada, superare via dei Punici e raggiungere i palazzi all'angolo con viale Merello. Dove, tra l'altro, un altro spicchio di terreno comunale non gode di buona salute. Incolto anche questo, carico di erbacce cresciute a dismisura.
L'INTERVENTO I vigili del fuoco e una squadra della Protezione civile, arrivati in via Is Maglias insieme ad alcune volanti della Polizia, hanno lavorato in tutta fretta per domare il rogo, costretti a scavalcare la recinzione per poter lavorare agilmente.
Quel terreno, insomma, è evidentemente rimasto fuori dall'ordinanza comunale. Nessuno, da maggio a oggi, ha deciso di rispettare le regole. Esattamente come sta avvenendo in altre zone della città, dove le erbacce continuano a rappresentare un rischio altissimo per gli incendi.
In via Rossello, traversa di via dei Conversi, basta davvero poco per scatenare un incendio. E basta poco perché le fiamme raggiungano le auto in sosta a spina di pesce a neppure tre metri dal campo.
Non cambia lo scenario sotto il colle di Monte Urpinu, dalla parte di via dei Conversi, dove l'erba secca, tagliata invero parecchie settimane fa ma ora nuovamente rigogliosa , si è impadronita di un vastissimo terreno.
LE PECCHE Cagliari, insomma, qualche lacuna sul versante della sicurezza e dell'antincendio ce l'ha, eccome. Privati (il terreno di via Is Maglias fa parte del progetto di riqualificazione urbana e ambientale dei colli di Sant'Avendrace, gruppo Cualbu) ma anche l'amministrazione pubblica che l'ordinanza sulla bonifica obbligatoria l'aveva firmata alla fine della scorsa primavera, hanno un bel po' di responsabilità sui ritardi nelle operazioni di bonifica.
DAL MUNICIPIO Paolo Frau, assessore comunale all'Urbanistica e ambiente, ammette che in città non sempre l'ordinanza è stata rispettata. «In diverse zone, anche in quelle dove la pulizia è stata disposta, l'erba è ricresciuta». Innescando vere e proprie bombe a orologeria pronte a esplodere nel caso in cui una scintilla, dolosa o assolutamente involontaria, raggiunga l'erba secca.
LE COLPE Responsabili di cantieri edili e stradali, responsabili di strutture turistiche, artigianali e commerciali avrebbero dovuto mettere in atto i loro interventi di pulizia e manutenzione il 15 giugno e, successivamente, fino al 15 ottobre, nel caso la vegetazione fosse rispuntata. Sta di fatto che basta fare un giro per la città per rendersi conto della latitanza di troppi proprietari. Contravventori che rischiano una sanzione amministrativa dai 25 ai 500 euro ma che, in caso di incidenti causati dal fuoco, potrebbero incorrere in guai ancora più grossi. Doveri ed evidentemente anche colpe e responsabilità che non lasciano certo fuori l'amministrazione pubblica.
Andrea Piras