Rassegna Stampa

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Cagliari, niente alcol dalle 22. I giovani: vergogna, città-divieto

Fonte: web Castedduonline.it
27 giugno 2014

 


Il popolo della movida cagliaritana contro la decisione del prefetto: "Questo è proibizionismo". Soddisfatti invece i titolari di pub e ristoranti della Marina e di Stampace


Autore: Federica Lai il 26/06/2014 19:02

 

 

 

"Era necessario intervenire sul problema, ora però servono degli spazi di aggregazione da dedicare ai giovani". Sul divieto di vendita di alcolici "da passeggio" nel centro storico di Cagliari, dalle 22 alle 6 del mattino, interviene il coordinatore provinciale della federazione dei pubblici esercizi, Emanuele Frongia, e con lui alcuni titolari di locali notturni. Tutti favorevoli all'ordinanza che partirà da sabato prossimo, convinti che non inciderà sui loro incasso, almeno per quelli con pub e ristoranti più grandi. Un po' meno gli amanti della vita notturna. "È una vergogna, stiamo tornando indietro di cento anni, ai tempi del proibizionismo".

Confesercenti. "Il provvedimento detta delle regole di rispetto - aggiunge il coordinatore provinciale Frongia - e come sempre capita anche dei limiti. In ogni caso credo che quella imposta dal Prefetto sia la soluzione migliore, ma sarà il tempo a darci la conferma. Serviva un intervento che contrastasse il fenomeno delle bottiglie di vetro rotte trovate la mattina, e gli schiamazzi notturni dopo una certa ora, questa nuova regola servirà a responsabilizzare tutti. Non dimentichiamoci però che a questo punto servono degli spazi di ritrovo per i giovani".

I locali. "Sono favorevole - spiega Andrea Zucca, titolare del locale  "Grotta  Marcello", in piazza Yenne - È l'occasione per trovare un giusto compromesso con i residenti da mesi sul piede di guerra a causa degli schiamazzi notturni. L'obiettivo è evitare la vendita da asporto dopo una certa ora per contrastare il fenomeno del consumo di alcolici in strada, che alla fine è il vero problema". Secondo alcuni esercenti potrebbe addirittura dare un valore aggiunto per i locali perché incentiva la consumazione al tavolino, e quindi prolunga la permanenza nei locali.

I giovani. "Non è con il proibizionismo che si risolve il problema - spiega un gruppo di ragazzi cagliaritani - in questo modo stiamo tornando indietro di decenni, in una città che si candida a capitale europea della cultura: non è proprio una buona immagine di Cagliari".