Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

I bambini delle elementari “spiegano” la storia

Fonte: L'Unione Sarda
11 giugno 2014

I piccoli alunni della Satta fanno da ciceroni nell'ultimo giorno di scuola

 

 Con la bombetta sulla testa, simbolo di ricchezza e modernità, o con sa crobi sulle spalle, come i bambini poveri di inizio Novecento. Per le quinte A, B e C della scuola primaria “Sebastiano Satta”, l'ultimo giorno di scuola è stato una lunga e movimentata visita guidata alla città, vista con gli occhi del passato. Si è concluso così il progetto “Cagliari per filo e per segni”, cominciato poco dopo l'inizio dell'anno scolastico e realizzato dalla Mediateca del Mediterraneo in collaborazione con l'associazione culturale La Pleiade.
Il serpentone di piccoli ciceroni ha prima sostato in piazza del Carmine, l'allora Pratz'e su trigu , adibita appunto a mercato del grano: da lì, lungo via Roma e fino al Municipio dove, con la complicità di sindaco e vicesindaco, è stata posata la prima pietra per la realizzazione dell'edificio. La chiesa di Sant'Agostino ha fornito la piazza ideale per far giocare i picciocus de crobi , mentre via Manno è stata idealmente ricostruita con i negozi di un secolo fa. «L'intento è provocare i passanti, spesso di fretta e distratti», ha spiegato Nuccia Rita Russo, della Pleiade, «per indurli a osservare con attenzione l'evoluzione urbanistica».
Altri momenti del progetto sono stati gli incontri ludico-didattici con le foto d'epoca, le videoproiezioni, i percorsi sensoriali lungo i viali e il laboratorio artistico per la realizzazione di oggetti antichi. «I bambini si sono divertiti e hanno imparato tanto della loro città», ha spiegato l'insegnante Raffaela Lilliu, mentre gli alunni narravano al megafono le storie e gli aneddoti sugli abitanti cagliaritani: «Nei libri di scuola non si legge mai di Cagliari ed è un vero peccato», ha osservato Emilia della quinta C, «perché ha una storia e una cultura uniche». Per tutta la giornata di ieri, fino alle 19, è stato proiettato alla Mem il video intitolato “Lascia un segno”.
Michela Seu