Rassegna Stampa

web Cagliari Globalist

Fondi europei, Cna: ancora 800 milioni da spendere per la Sardegna

Fonte: web Cagliari Globalist
23 aprile 2014


Secondo Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, presidente e segretario regionale della Cna sarda, dai dati si evince come le risorse comunitarie non siano mai state utilizzate a pieno

A meno di due anni dal 31 dicembre 2015, termine ultimo per rendicontare la programmazione Ue 2007-2013, la Regione Sardegna deve ancora spendere 800 milioni contro i 1,2 miliardi spesi in quasi cinque anni (240 milioni all'anno). E' la Cna sarda a rilanciare il problema dell'effettiva capacità di utilizzare i fondi europei e predisporre programmi idonei a beneficiare delle ingenti risorse a disposizione della Sardegna.

In base all'ultimo aggiornamento del Ministero dello Sviluppo Economico (Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica) in Sardegna - riporta il sito adnkronos.com - la spesa certificata al 31 dicembre 2013 (riferita ai programmi Fesr e Fes) è pari a 1.253 milioni: il 61,5% dei due miliardi di dotazione complessiva (Fondi UE più altri fondi). Nel prossimo biennio resta dunque da spendere più di un terso di quanto disponibile. 'Da questi dati si evince come le risorse comunitarie non siano state utilizzate a pieno'', spiegano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna sarda.

''Considerando che i primi flussi di spesa certificata in Sardegna sono stati registrati a partire dalla seconda metà del 2009, risulta che in quasi cinque anni sono stati spesi 240 milioni all'anno, non sembra facile che in due anni possano essere spesi 800 milioni. Poiché procedure e regole relative ai fondi strutturali non sono sostanzialmente cambiate, e considerato che non abbiamo modificato capacità programmatorie, modalità valutative e operative, c'è da aspettarsi che anche i fondi 2014-2020 saranno spesi con ritardo, in maniera non efficiente ne efficace come avvenuto nei precedenti cicli di programmazione''. Secondo Cna ''e' a rischio fallimento anche il prossimo ciclo 2014-2020 se non si adottano regole nuove e più stringenti che consentano di convogliare le risorse su pochissime iniziative attraverso progetti ben definiti che devono essere vagliati in base allo loro rilevanza e ai loro effetti economici''.