Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

«Se la Regione non paga pignoreremo i conti pubblici»

Fonte: L'Unione Sarda
5 febbraio 2014

- Le strategie di Cualbu (Coimpresa) dopo la vittoria nel lodo arbitrale

 

E ora? E ora la Regione «deve pagare». E se non lo facesse? «Avvieremo tutte le azioni a nostra disposizione». Cioè il “pignoramento presso terzi”, che consente a chi vanta un credito di ottenere coattivamente quanto gli spetta. Come? Prima di tutto bloccando «i conti correnti gestiti dalla Tesoreria». Quindi eventualmente spostando l'attenzione sui «beni immobili». Insomma: «I soldi li troviamo», anche perché il bilancio dell'ente «è di 6 miliardi di euro».
Incassata la decisione favorevole della Corte d'appello civile di Roma, che ha respinto la richiesta di sospensiva dell'efficacia esecutiva del lodo arbitrale col quale l'amministrazione regionale è stata condannata a pagare 78 milioni di euro alla società costruttrice Coimpresa di Gualtiero Cualbu, l'azienda si prepara a bussare alla porta della politica. Conta di ricevere in tempi brevi quella somma, corrispondente - secondo i tre arbitri incaricati di valutare la vicenda - al danno patito fin dal 2006, quando la Giunta di Renato Soru aveva bloccato i lavori sul colle di Tuvixeddu a Cagliari. L'accordo del 2000 con Regione e Comune prevedeva un parco archeologico, edifici residenziali e strade: il nuovo Piano paesaggistico regionale aveva esteso i vincoli e la Coimpresa era rimasta col cerino in mano. Le banche avevano ritirato i finanziamenti, i conti erano andati in sofferenza ed era dovuta intervenire la società madre Minoter, che per coprire i buchi aveva venduto immobili per 8 milioni e svenduto azioni societarie. Poi era nata la causa arbitrale intentata dai legali Antonello Rossi e Alberto Picciau. Il lodo alla fine ha valutato in 78 milioni i danni da ripagare.
La decisione, dello scorso maggio, è stata notificata a novembre. Da allora sono partiti i 120 giorni trascorsi i quali si può agire esecutivamente. Nel frattempo è stata chiesta la sospensiva, negata: la Corte spiega che «in difetto di conclamata fondatezza del gravame, nella valutazione degli interessi va data priorità» alla società per l'esposizione bancaria e i riflessi «che l'indisponibilità della somma può avere». In sostanza, l'azienda rischia di fallire; per la Regione invece si tratta di «una percentuale ridotta del proprio bilancio». Può permettersi di pagare, in pratica. Del resto sono soldi dei sardi. Il resto si valuterà nel prossimo giudizio di merito. Cualbu può passare all'incasso dall'8 marzo, ma «è sempre stato disponibile a trovare una soluzione», spiegano i legali: «Il suo interesse è che Tuvixeddu sia riqualificato secondo progetto». Un accordo si può trovare: però è l'impresa adesso a condurre i giochi.
Andrea Manunza