Rassegna Stampa

Sardegna Quotidiano

Affare da 100 milioni ma la città snobba gli studenti

Fonte: Sardegna Quotidiano
4 giugno 2012

Università

 

LA RICERCA Ogni iscritto all’ateneo spende 600 euro al mese ma in cambio riceve pochi servizi. I fuorisede sono più della metà dei ragazzi: caccia alle strategie per alleggerire i costi dell’affitto

Spendono a Cagliari circa 600 euro al mese, cifra che in un anno raggiunge la bellezza di 100 milioni di euro. Gli studenti fuori sede hanno un impatto economico notevole in città, che però ricambia con pochi servizi. I dati emergono dalla ricerca condotta da un giovane laureato, Antonio Fadda, all’interno del progetto di ricerca “Social Welfare Student ” finanziato dalla regione. L’obiettivo dello studio era quello di passare al setaccio i costi sostenuti da chi frequenta l’Università sulla base dei dati forniti dall’Ersu. E i risultati dicono che c’è ancora molto da fare sul piano del diritto allo studio. I POCHI SERVIZI Intanto, sul fronte delle borse di studio: quella dei i futuri laureati sardi è di 3.525 euro, più servizi, tra le più basse d’Italia stabilita in base alla normativa del 2001. Lo ha ribadito anche la presidente dell’Ersu, Daniela Noli: «Ai nostri studenti, va concesso il diritto di essere all'altezza dei loro coetanei di altri paesi europei. Servono risorse e leggi chiare che ci diano la possibilità di finanziare il 100 per cento delle richieste di ragazzi sempre più meritevoli, ma sempre più privi di mezzi». Appello quindi per continuare la collaborazione tra Comune, Regione e Area: «Le istituzioni devono dare più servizi », continua la Noli, «a partire dal nuovo campus di viale La Playa, che potrebbe alleggerire la voce più dispendiosa per l’affitto». Anche se di mezzo c’è un ricorso al Tar presentato dal Cagliari calcio. La strategia comprende anche «le convenzioni con i commercianti per consentire una vita sociale». LE SPESE DEGLI STUDENTI I ragazzi , a sorpresa, stringono la cinghia proprio sugli extra: spendono appena 10 euro per una pizza, 12 nei locali e 18 per i “divertimenti ” in generale. La maggior parte delle spese è assorbita dall’affitto, 217 euro, (prezzo medio di una stanza in città), bollette, 97 euro, e da costi generali, stimati intorno ai 290 euro. In questo campo a fare la parte del leone sono le tasse universitarie, 53 euro che si sommano alla spesa per i trasporti, 28 euro più libri e materiale didattico che costano 44 euro. Insomma non hanno una vita facile i fuorisede del capoluogo: sono 17.512, il 56 per cento dei 31.102 iscritti. Ma, secondo l’autore della ricerca, il loro numero reale è di circa 13.685: «Colpa», spiega, «della mancanza di uno “status ” apposito che dovrebbe distinguere tra quelli che abitano in città e chi invece pendolare ». Distinzione che aiuterebbe a indirizzare le agevolazioni. IPOTESI DI SOLUZIONI Una soluzione per diminuire le spese e quindi agevolare il faticoso cammino verso la laurea degli studenti provano a tracciarla l’assessore regionale al Bilancio Giorgio La Spisa ed il sindaco Massimo Zedda. Il vice presidente della giunta Cappellacci punta sul campus diffuso: «Emerge una sproporzione marcata tra il livello degli alloggi gestiti dalla struttura pubblica e le reali necessità. Su questo possiamo aprire un tavolo di confronto sul quale esiste già una proposta della giunta per destinare 5 milioni di euro al campus diffuso». Ma l’ipotesi non entusiasma il primo cittadino: «L’inserimento degli studenti in alcuni quartieri come quelli storici potrebbe creare una crescita a due velocità con picchi di presenze solo in certi periodi. Ci vogliono strategie mirate: non ci possiamo permettere idee sbagliate che non corrispondono ad esigenze reali». Francesca Ortalli