Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

La città tra ambiente e cultura

Fonte: L'Unione Sarda
16 aprile 2012

LA PAGINA DEI LETTORI.

Per inviare segnalazioni e immagini: cagliari@unionesarda.it
Ma non mancano le proteste per i rifiuti abbandonati
Vedi tutte le 4 foto
Disegni che raffigurano i fenicotteri e altre specie presenti nell'oasi naturale, oltre alle fotografie del parco e varie informazioni illustrate sulla flora e sulla fauna presenti nell'intera area di Molentargius. È questo il faticoso lavoro portato avanti dagli studenti della II° B della scuola media di via Stoccolma, che hanno allestito una vera e propria mostra intitolata “Fenicotteri rossoblù”, visitabile proprio nei locali della “Regina Elena” fino alla fine dell'anno.
Gli alunni, in collaborazione con la dirigente Marcella Vacca e i professori Maria Paola Boi, Maria Cristina Mura e Alessandra Podda, hanno voluto in questo modo partecipare al concorso indetto dal Fondo ambiente italiano (Fai).
 

VIA DEI CONVERSI Il cartello c'è, ma non si vede. Succede in via dei Conversi, dove la segnaletica stradale è totalmente coperta dalla vegetazione che cresce sotto l'Asse Mediano. Ed è così che un cartello dove ci sono delle indicazioni importanti, soprattutto per chi non conosce quelle strade, è illeggibile.
«In quel cartellone è indicata la strada da prendere per andare verso Quartu, oppure per recarsi in tribunale - scrive un lettore che preferisce non rivelare il suo nome - in quel tratto di strada ci passano tante persone, non solo quelle che abitano nella zona e che quindi sanno benissimo dove andare. Mi chiedo cosa costi all'amministrazione comunale spostare il cartello, o in alternativa tagliare la vegetazione per far sì che la segnaletica sia leggibile».
 

EXMÀ Le due stecche che reggono una lastra e alla loro destra il recipiente ripresi nella foto sono le opere di Alessandro Biggio e Marco Lampis, fra le tante creazioni in mostra da qualche giorno nella sala delle Volte del centro comunale d'arte e cultura Exmà, che ospita il progetto “Reverse”, a cura di Micaela Deiana e in collaborazione con il consorzio Cam. L'obiettivo degli organizzatori non è quella di far vedere al pubblico una classica collettiva, bensì di realizzare un esperimento che vede cinque artisti (oltre ad Alessandro Biggio e Marco Lampis, Pietro Mele e il duo Quit Project) agire sullo stesso spazio lavorando l'uno con la produzione dell'altro, modificando quotidianamente opere.
In particolare, le due stecche sorreggono una lastra di bronzo su cui c'è l'impronta di una scultura in cenere che si è dissolta. Il recipiente a fianco, invece, è stato creato colando della cera in una brocca di vetro, che poi si è spaccata “liberando” in questo modo la sostanza, che intanto si era solidificata prendendo la forma della stessa brocca.
 

VIA BARONE ROSSI Di discariche a cielo aperto la città ne è piena, così come tante sono le zone in cui gli incivili, spesso provenienti da altri Comuni dell'hinterland, depositano i loro rifiuti anche se i cassonetti appositi non ci sono.
Ma la scena che tanti si sono trovati di fronte in via Barone Rossi, in pieno centro, è curiosa. Una cucina intera, infatti, è stata messa fuori da un palazzo ed è rimasta lì fra lo stupore dei passanti e degli stessi abitanti dell'edificio, che non avevano idea a chi appartenessero quei mobili.
Dando una rapida occhiata sembra che poggiati per terra incustoditi ci siano il contenitore per il frigo, pensili e la base per il lavandino.
Piercarlo Cicero
pcicero@unionesarda.it