Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Anfiteatro, corsa per cercare un'altra arena

Fonte: L'Unione Sarda
29 marzo 2011

COSA CAMBIA
LA VISITA. La preoccupazione degli organizzatori dei concerti. Oggi via alla procedura per eliminare le tribune

Il Comune pensa a uno spazio provvisorio nei parcheggi di Sant'Elia

In Comune, dopo il sopralluogo dei giorni scorsi degli ispettori del ministero, attendono la lettera da un giorno all'altro: una comunicazione nella quale i funzionari dei Beni culturali dovrebbero confermare la richiesta della sovrintendenza di smontare le tribune dall'Anfiteatro romano e riassumere in una relazione le condizioni del monumento di viale Fra Ignazio.
IL PROGETTO Oggi, intanto, sarà una giornata decisiva per la struttura che dalla primavera del 2000 ospita stabilmente gli spettacoli estivi. L'assessore dei Lavori pubblici Raffaele Lorrai firmerà questa mattina il progetto realizzato dai tecnici degli uffici per smontare le impalcature: «Poi sarà la giunta ad approvarlo definitivamente», spiega l'esponente della giunta Floris. Anche se i tempi sono ristretti e il Consiglio comunale, che si può riunire fino a giovedì, difficilmente farà in tempo a dare il via libera all'operazione. Se questo succedesse, dopo verrà bandita la gara d'appalto per eliminare le tribune dall'arena. O da quello che rimane: «L'Anfiteatro è in realtà una cava dove prima sorgeva una struttura per gli spettacoli di epoca romana. Secondo le nostre ricerche, esiste ancora solo il 26 per cento della costruzione originale», precisa Lorrai. Insomma, della vecchia arena, secondo il Comune, resta poco. E la rimozione delle impalcature è ancora più difficile da digerire - è stata imposta dalla sovrintendenza ai Beni archeologici - se si pensa ai numeri forniti dalle associazioni che in questi anni hanno organizzato gli spettacoli: un milione e mezzo di spettatori paganti in un decennio contro i 40-50 mila visitatori del sito archeologico. Stime non ufficiali, è vero, ma che non possono essere molto distanti dalla realtà.
L'ALTERNATIVA E sempre oggi, alle 9.30, la Commissione cultura del Comune sarà a Sant'Elia, nell'area del parcheggio “Cuore”, per valutare la «fattibilità» di un'arena in riva al mare. Il presidente della Commissione Maurizio Porcelli parla di una «struttura da 5000 posti, alternativa all'Anfiteatro». I tempi? «Se i tecnici ci daranno rassicurazioni sulla possibilità di realizzarla, inizieremo subito la procedura per salvare la prossima stagione estiva: abbiamo a disposizione le tribune utilizzate per il gran premio di Formula 3, e possono essere adattate». Anche questa soluzione, già ipotizzata anni fa, non sarà semplice da portare a termine: oltre al progetto, necessario, bisognerà trovare i fondi per realizzare la struttura.
GLI ORGANIZZATORI Ecco perché tra gli organizzatori di spettacoli e concerti le speranze cominciano a ridursi: «Siamo molto preoccupati», dice Nicola Spiga, direttore artistico dell'associazione Shannara, «perché a Cagliari al momento non c'è uno spazio alternativo all'Anfiteatro romano. Faccio un esempio: l'anno scorso abbiamo organizzato il concerto di Giovanni Allevi in viale Fra Ignazio: artisti di questo calibro non possono andare in un hangar. Il Comune deve dare agli operatori un giusto spazio, adeguato e dignitoso. Servono 4-5.000 posti, necessari per cantanti e musicisti di fama mondiale. Se dovremo adeguarci a un parcheggio, lo faremo. Basta saperlo».
Massimo Palmas, di Sardegna Concerti, ha paura che ora possa essere già tardi: «L'unico fatto concreto è che siamo arrivati a fine marzo e non sappiamo ancora dove fare gli spettacoli estivi. L'Anfiteatro si chiuderà e non c'è più tempo per avere delle alternative». Quali possono essere le soluzioni? «Non lo so, l'importante è che si trovi un'alternativa realizzabile in una decina di giorni o poco più, perché l'estate è alle porte. E comunque è ovvio che la parte più pregiata del cartellone verrà cancellata. Paolo Conte non credo che accetterà di suonare senza l'Anfiteatro a disposizione. E per quanto riguarda James Taylor, credo non apriremo neanche le prevendite».
MICHELE RUFFI

 

La proposta
Pronto da un anno il progetto alternativo
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Il progetto è pronto da un anno. E sembra perfetto per mettere d'accordo chi difende la tutela integrale del monumento e chi ritiene che sia giusto che continui ad ospitare spettacoli. Lo ha realizzato l'ufficio tecnico della Fondazione del teatro lirico con la collaborazione dell'associazione Specus, che gestisce le visite guidate al monumento, della cooperativa Delfis (servizi informatici) e dalla Peri, società di ingegneria che realizza impalcature.
Prevede lo smantellamento delle tribune lignee e la realizzazione di una nuova gradinata in fibra di legno da 4388 posti nell'area rocciosa compresa tra il box biglietteria e la rampa d'accesso per gli automezzi mentre il palco troverebbe spazio dove oggi ci sono i camerini. Una rotazione di 90 gradi rispetto alla posizione attuale che consentirebbe - come mostra la foto del plastico pubblicata a lato - di valorizzare appieno il monumento, che sarebbe visibile in tutta la sua bellezza alla sinistra del nuovo impianto.
VALORIZZAZIONE «La soluzione permetterebbe di mantenere l'attuale capienza ed i camminamenti essenziali non invasivi per una maggiore visibilità e sicurezza del sito», scrivono i progettisti Salvatore Campus e Mirko Schirru, «di liberare completamente la parte del monumento di maggiore rilevanza archeologica e in particolare l'arena e le mura con gli accessi all'ambulacro, migliorare notevolmente la sicurezza per il pubblico, aumentare la percezione del luogo durante gli spettacoli grazie alla vista dell'intero monumento archeologico sulla sinistra, del palcoscenico sul fronte, dell'Orto botanico sulla destra».
LA VALLE DI PALABANDA Il progetto non si limita a indicare una soluzione alternativa per gli spettacoli estivi ma propone una serie di idee per la valorizzazione turistica sia dell'anfiteatro che dell'intera Valle di Palabanda: dalla cisterna dell'Orto dei cappuccini all'Orto botanico sino alla galleria Don Bosco. Prioritaria, in questo senso, la riapertura di alcuni passaggi ostruiti tra la galleria Don Bosco e l'Orto dei cappuccini e tra l'Anfiteatro e l'Orto botanico e tra quest'ultimo e la villa di Tigellio attraverso percorsi grafici. Previsto, sul lato sinistro del palco, rivolto verso l'orto botanico, un locale didattico per il servizio di visite guidate.
La proposta individua anche tre differenti percorsi turistici alternativi della durata variabile da mezz'ora a un'ora.
LUCI E MULTIMEDIALITÀ Con la rimozione della struttura lignea, si aprono nuovi scenari per la fruizione turistica dell'Anfiteatro. L'idea di Campus e Schirru - su questi aspetti ha collaborato anche l'ex direttrice degli allestimenti scenici del Lirico Sabrina Cuccu - è di arricchire il percorso di visita con sonorizzazioni (nella cella-prigione Sa Leonera, ad esempio, si prevede l'audio con lamenti, catene e grida di guardie) e una postazione di proiezione video (con, tra le opzioni, un videoracconto con ricostruzioni 3D della storia del monumento e un altro sugli spettacoli dei gladiatori). Il progetto suggerisce anche la valorizzazione del sito con la predisposizione di un impianto luci e suoni per proiezioni architetturali che mostrano un racconto in chiave spettacolare della costruzione e dei diversi utilizzi del sito nei secoli.
TEMPI E COSTI I tempi di realizzazione dell'intervento sono stati stimati in circa 20 mesi ed il costo approssimativo è di 3,7 milioni di cui 1,5 per la costruzione di tutte le nuove strutture, 500 mila euro per lo smontaggio delle attuali tribune e la pulizia del sito. Il costo comprende la progettazione e gli oneri per la sicurezza.
FABIO MANCA