Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Sant’Elia, una promozione a suon di Rantantira

Fonte: La Nuova Sardegna
29 marzo 2011

Grazie alla vittoria contro il Carbonia il Progetto approda nella serie D e per un giorno tutto il quartiere si colora di biancoblù

Gavettoni negli spogliatoi e presidente in trionfo ma la cosa più bella sono stati i bambini




CAGLIARI. Una promozione a suon di Rantantira. E poi la festa con i gavettoni negli spogliatoi prima della sfilata per le strade del borgo. Il Progetto Sant’Elia - come da copione - approda nella serie D del calcio nazionale e alle 17 e 50 in punto, quando l’arbitro dà il triplice fischio alla gara contro il Carbonia, il rione si colora idealmente di biancoblù.
Del resto era da una settimana che i colori della squadra facevano capolino sui balconi dei palazzi Del Favero che dominano il centro sportivo, domenica è stato semplicemente scritto il lieto fine ad una favola che rimette in primo piano un quartiere e non per le solite cose brutte. Perchè alla scalata ci credevano tutti dall’inizio e soltanto un paio di circostanze sfortunate avevano rimandato la vittoria nelle ultime settimane. Un lungo serpentone di auto è sfiltato allora per le strade di Sant’Elia, per fare sapere a tutti che i biancoblù entrano nella storia del calcio (regionale, per adesso) dalla porta principalesono nella storia e hanno tutte le buone ragioni per festeggiare.
Autorità e politici (a maggio ci sono le elezioni e farsi vedere è sempre meglio, il pallone «tira» sempre), comici e tifosi. Erano proprio in tanti sulle tribunette allestite nel centro sportivo di via Schiavazzi. E nessuno è andato via insoddisfatto, grazie anche alla solita prestazione perfetta dei cagliaritani di Masssimiliano Pani. Ma quello che ha sorpreso è stata la partecipazione dei bambini, numerosissimi e ciascuno con la sua bella bandierina biancoblù in mano. Del resto, uno degli obiettivi della società guidata dal presidente Franco Cherchi è quello di coinvolgere i più piccoli del rione in un progetto che in previsione possa andare oltre il semplice fatto sportivo: «Sono i bambini i futuro del Progetto Sant’Elia».
È stata una festa vera quella che è andata in onda nel quartiere: tutti contenti, giocatori, presidente e dirigenti, oltre agli invitati speciali, dalla parrocchia alle associazioni ai pensionati. Perchè se qualcuno ha ironizzato sul rilancio di Sant’Elia che può passare anche attraverso il pallone, a loro non interessa: «Abbiamo sopportato fin troppi pregiudizi, ora festeggiamo noi». Con un occhio rivolto al futuro: perchè il Progetto Sant’Elia non vuole più fermarsi.(ad)