Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

La Calia va da Fini, Massidda resta nel Pdl

Fonte: La Nuova Sardegna
3 dicembre 2010



Il centrodestra farà le primarie a gennaio, nel centrosinistra l’Idv frena il Pd su Cabras



Cagliari banco di prova per la tenuta dei due schieramenti

FILIPPO PERETTI

CAGLIARI. Un incontro a Roma con Gianfranco Fini ha celebrato ieri il passaggio di Maddalena Calia dal Pdl e Fli. La mossa sembra tagliare fuori il senatore Piergiorgio Massidda. In vista delle elezioni comunali di primavera, vertici decisivi nei due poli tra molte tensioni.
Accompagnata dal coordinatore regionale di Fli Ignazio Artizzu e dal leader gallurese Matteo Sanna, entrambi consiglieri regionali, Maddalena Calia ha incontrato nel primo pomeriggio il presidente della Camera. Alla fine l’ex sindaco di Lula ed ex europarlamentare, ha commentato: «Sono felice, dopo un lungo travaglio ho finalmente ritrovato le parole d’ordine del mio impegno politico: legalità, democrazia, destra sociale».
Felice anche Matteo Sanna: «Contavamo molto sull’adesione di Maddalena Calia, non dimentichiamo che alle ultime europee ha avuto, unico caso in Italia nel Pdl, più voti di Silvio Berlusconi. Il consenso di cui gode è stato costruito con la sua grande battaglia in difesa della democrazia e della legalità nelle istituzioni». Sanna e Artizzu hanno detto che «presto ci saranno altre sorprese».
Non ci sono annunci ufficiali, ma secondo indiscrezioni la mossa di Maddalena Calia (che nell’isola dovrebbe essere capolista di Fli al Senato) taglia fuori l’adesione di Piergiorgio Massidda: dopo gli incontri prima con Berlusconi e poi con Fini, il senatore ribelle si era preso un mese per decidere cosa fare. La cosa non sarebbe piaciuta al presidente della Camera, che ai suoi avrebbe detto di non contare più sull’esponente cagliaritano. Il cui nome, del resto, viene ripetutamente fatto (è successo anche ieri) nei vertici del centrodestra come possibile candidato alla carica di sindaco di Cagliari.
Nel vertice del centrodestra, presieduta dal coordinatore regionale del Pdl Mariano Delogu, è sato deciso che le primarie per le elezioni comunali si faranno a gennaio se nei grandi centri (Cagliari in testa) non si troveranno candidati condivisi. «Nei prossimi giorni - ha detto Delogu - ci rivedremo per dare mandato a una commissione ristretta di redigere la bozza di regolamento per le primarie che poi andrà esaminata da tutti». Nessuna decisione, comunque, prima del 14 dicembre, giorno del voto di fiducia al governo Berlusconi. Nel centrodestra non mancano tensioni, soprattutto a Cagliari, dove i candidati abbondano. Massidda sembra aver avuto una sorta di via libera da Berlusconi e Verdini, ma nel Pdl circolano anche altre ipotesi e i Riformatori hanno già lanciato il loro leader Massimo Fantola. «Le primarie - ha sottolineato Michele Cossa, coordinatore dei Riformatori - servono per arrivare alla massima coesione possibile. Le candidature dovrebbero arrivare entro Natale se non ci fosse un accordo su un unico nome».
Nel centrodestra, così come nel centrosinistra, le maggiori tensioni sono su Cagliari: queste elezioni comunali nel capoluogo regionale saranno un banco di prova sulla tenuta dei due schieramenti e potrebbero avere riflessi persino sugli equilibri della giunta di Ugo Cappellacci.
Il centrosinistra tiene oggi un nuovo vertice collegiale, il primo dopo la designazione di Antonello Cabras da parte del Pd per la candidatura a sindaco di Cagliari. Il Pd, visto il peso del senatore ed ex presidente della Regione, punta a un accordo immediato e a evitare le primarie in modo da anticipare la campagna elettorale. Ma nei giorni scorsi i vendoliani di Sel aveva fatto sapere che come minimo si andrà al 7, perché a decidere deve essere il comitato provinciale. E ieri il coordinamento regionale dell’Idv, alla presenza di Antonio Di Pietro, ha preferito frenare. «Nel pieno rispetto delle proposte, vogliamo consultare il nostro elettorato e in generale quello democratico - ha spiegato il vice segretario dipietrista Salvatore Lai - per approfondire meglio sia le questioni di metodo che quelle di merito. Cagliari ha certamente bisogno di cambiamento e crediamo che questa volta sia il momento buono, per questo occorre essere all’altezza della sfida come coalizione. In un rapporto di pari dignità tutti devono poter mettere a disposizione risorse progettuali e umane».