Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Arbore: i libri, la radio e il jazz

Fonte: La Nuova Sardegna
12 ottobre 2010



Il musicista, testimonial della rassegna letteraria, racconta le sue passioni



L’amicizia con Peppino Fiori e l’amore per la poesia dialettale «Adoro Fresu, Salis e Petrella»

DANIELA PABA

CAGLIARI. Renzo Arbore, “Quello della notte”, viene a Cagliari volentieri, domani alle 21, per inaugurare in anteprima il festival di letteratura per ragazzi Tuttestorie che con lui apre la sua quinta edizione, dedicata appunto al tema della notte. A convincerlo non è stato tanto il riferimento esplicito alla fortunata trasmissione televisiva degli anni’80, non il fatto che la parodia infantile della sigla di «Quelli della notte» diventerà il tormentone del festival. Arbore arriva qui per l’amicizia profonda che lo legava a uno dei numi tutelari che dall’oltremondo proteggono la manifestazione, Peppino Fiori, amico storico di Arbore dai tempi in cui il giornalista sardo fece l’editorialista nel suo talk show. «E poi Cagliari per me è come Rio de Janeiro, la città dei bagni al Poetto. L’anno scorso a Carbonia il mio concerto è stato accolto con un calore straordinario».
Ma quali libri legge Renzo Arbore? «A parte i grandi poeti italiani, compresi quelli dialettali, sono un appassionato di storia italiana e americana: Montanelli, ed Hemingway. Poi sono innamorato dei libri di jazz. Ricordo ancora la scoperta da giovane di “Ecco il blues” dove si raccontava la storia di quella musica. Insomma non sono un lettore di romanzi, sono piuttosto uno che legge libri di cronaca e storia, saggi sulla guerra: da Petacco a Enzo Biagi»
Tra gli ospiti del festival c’è una nutrita presenza di conduttori radiofonici, la squadra di Fahreneith è presente con il direttore della Terza rete Marino Sinibaldi e la conduttrice Loredana Lupperini, Radio due con Massimo Cirri, una delle voci di Caterpillar; segno che la radio si è presa una bella rivincita «C’è innanzitutto una differenza di pubblico - spiega Arbore - quello della radio è più vispo, più attivo. Un tempo la radio l’ascoltavano i vecchi, ora la parte più mobile della popolazione che cerca notizie veloci, l’ultimo successo, ma anche la leggerezza del commento ironico sull’attualità, come fa ad esempio Fiorello, che è un erede del nostro modo di fare radio. Insomma la radio è moderna e poi ha fatto prima una scelta tematica che la tv sarà costretta a fare. C’è la radio integralista cattolica, la radio politica radicale, la radio della musica italiana, quella nostalgica eccetera. Ognuno si sceglie la sua, una bella conquista. E’ una compagna ideale». Ha fretta Arbore deve andare a registrare «Blues Christmas» con un gruppo jazz d’epoca. Per lui la musica è la passione dell’anima. «Mi divido tra la canzone napoletana e il jazz. La musica americana non regge il confronto, non ha la profondità di Di Giacomo e Bovio, non ha quelle melodie magiche. L’amore per il jazz ce l’ho da quando ero bambino e gli americani erano sbarcati nella mia città. Ho appena finito un documentario che andrà su Raitre, “Ed è subito jazz”, dove raccontiamo il viaggio di tanti musicisti italiani partiti alla conquista di New Orleans. Considero il jazz italiano il secondo al mondo, se non il primo in assoluto. A parte Fresu che è un vero caposcuola e Antonello Salis con la sua fisarmonica, mi piacciono Bollani, il mio conterraneo Petrella e tanti altri. Il jazz italiano non imita più nessuno, ha tracciato la propria via nella storia della musica».




GLI OSPITI

Da Jonathan Coe a Chiara Carminati




CAGLIARI. Il tema stavolta è quello della notte. E il festival «Tuttestorie», alla sua quinta edizione lo racconterà da domani sino al 17 ottobre, ogni giorno negli spazi dell’Exmà e di piazza San Cosimo. Lo racconterà soprattutto ai ragazzi - al quale la manifestazione è essenzialmente rivolta - delle scuole ma anche ai loro genitori con racconti, storie, animazioni, dibattiti e ovviamente incontri con scrittori. Sono settanta gli ospiti, italiani e stranieri, di questa edizione. Tra questi spiccano Jonathan Coe, Kader Abdolah, Hàkan Nesser, John Ajvide Lindqvist, Moni Nilsson, Ola Dahl, Jean Claude Mourlevat, Marcus Sedgwick, Luigi Garlando, Stefano Bordiglioni, Luisa Mattia, Loredana Lipperini, Chiara Carminati, Marino Sinibaldi, Massimo Cirri e Barbara Schiaffino. Per un totale di ben centosei appuntamenti tra incontri, laboratori e spettacoli. Una sezione del festival sarà dedicata a Gianni Rodari.