Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

Chiesa di San Michele, via i ponteggi

Fonte: L'Unione Sarda
12 ottobre 2010

Stampace. Ieri gli operai hanno iniziato a smontare i tubi davanti all'Ospedale militare
Uno scempio durato 12 anni: nel 2011 la ristrutturazione
E il soprintendente annuncia: «L'anno prossimo con i fondi del ministero ai Beni culturali provvederemo alla ristrutturazione».
Stentavano a credere ai loro occhi gli abitanti di Stampace. Quasi un miraggio quegli operai che, ieri mattina, hanno cominciato a smontare i ponteggi davanti alla chiesa di San Michele (e all'Ospedale militare). Invece, dopo dodici anni, quelle impalcature scompaiono quasi del tutto (anche se dovranno tornare il prossimo anno). Quasi un miracolo in una situazione nella quale non c'è niente di più definitivo del provvisorio: quei tubi, ormai arrugginiti, erano lì da circa dodici anni.
LA BATTAGLIA Forse i cuccurus cottus (gli abitanti di Stampace) erano rassegnati a vedere per sempre quelle impalcature. Non il comandante dell'Ospedale militare Cosimo Lerario: arrivato da pochi mesi in città, non riusciva a credere che una struttura così bella fosse deturpata da quei tubi. Così, durante il sopralluogo effettuato dalla commissione comunale Cultura, ha mostrato i gioielli nascosti nella struttura a lui affidata. E, soprattutto, ha sollevato pubblicamente il problema. «Il merito», adesso Lerario sminuisce il suo intervento, «è di tutti. In tanti hanno preso a cuore la situazione e si sono dati da fare».
IL COMUNE D'altronde, la visita all'Ospedale militare aveva consentito ai consiglieri comunali di scoprire un tesoro nascosto. «Non immaginavamo», afferma il presidente della commissione Cultura Maurizio Porcelli, «che la struttura fosse così bella». Sono partite telefonate, richieste di interventi; quello scempio doveva sparire. «Come commissione, abbiamo anche inviato una lettera al soprintendente». E, alla fine, l'impalcatura è sparita (o, almeno una parte, di essa). «Ma ora occorre intervenire anche su altre parti: il palazzo Caide di piazza del Carmine, l'edificio del Caffè Svizzero nel Largo e il “Castello sorcesco” del Corso».
LA SOPRINTENDENZA E pensare che bastavano pochi spiccioli per intervenire su San Michele. «Abbiamo provveduto», afferma il soprintendente ai beni paesaggistici Gabriele Tola, «a mettere in sicurezza la struttura bloccando la caduta di calcinacci e di altro materiale. Fatto questo, abbiamo potuto togliere l'impalcatura». La spesa? Appena 25.800 euro.
IL FUTURO Perché allora quelle impalcature sono rimaste lì per così tanto tempo? «Io posso parlare soltanto degli ultimi sei anni», risponde Tola. «Stavamo aspettando fondi che, però, non sono mai arrivati». Perché quello spazio è da ristrutturare integralmente. Non a caso, Tola ha chiesto finanziamenti per poter effettuare questi lavori. «Nel 2011 dovrebbero arrivare dal ministero ai Beni culturali». Condizionale d'obbligo, visti i tagli imposti soprattutto ai ministeri che si occupano di cultura e istruzione. Se davvero arriverà questo denaro, la chiesa sarà nuovamente “impacchettata”. Ma, al termine di lavori lunghi, finalmente tornerà al suo antico splendore.
MARCELLO COCCO

12/10/2010


i lavori
Attesa di 5 mesi per gli interventi
 

Almeno una parte della facciata della chiesa di San Michele ora è visibile. Messo in sicurezza lo spazio, una parte dell'impalcatura è sparita (nella foto di Giuseppe Ungari i ponteggi rimasti) . Un risultato parziale ma, comunque, importante, se non altro per i tempi. Il problema era stato sollevato a maggio: in quattro, cinque mesi si è provveduto all'intervento.

12/10/2010

i lavori
Attesa di 5 mesi per gli interventi

Almeno una parte della facciata della chiesa di San Michele ora è visibile. Messo in sicurezza lo spazio, una parte dell'impalcatura è sparita (nella foto di Giuseppe Ungari i ponteggi rimasti) . Un risultato parziale ma, comunque, importante, se non altro per i tempi. Il problema era stato sollevato a maggio: in quattro, cinque mesi si è provveduto all'intervento.

12/10/2010