Rassegna Stampa

L'Unione Sarda

«Prezzi più alti se vogliamo le carte in regola»

Fonte: L'Unione Sarda
30 settembre 2010

Le associazioni. L'atto d'accusa: di anno in anno diminuiscono i posti nelle case dello studente

Le proposte: servono il nuovo campus e una commissione di vigilianza
I contributi per gli affitti? Una cosa buona. Peccato che non producano gli effetti voluti. Colpa di un mercato troppo avido di stanze. E di padroni di casa che vedono negli studenti fuori sede un sistema per mettere in tasca denaro in nero. Ha il quadro chiaro della situazione Francesco Deledda che, con l'associazione culturale “Il paese delle meraviglie”, gestisce lo sportello casa negli uffici dell'Ersu. «Purtroppo», sostiene, «aumentando la richiesta di stanze, aumenta anche il costo degli affitti».
Ma il problema più grosso sta nella “furbizia” dei padroni di casa. «In quest'ultimo mese», racconta lo studente che è anche membro di “Un per Es”, «abbiamo raccolto 337 inserzioni. Ebbene, i padroni di casa che, nell'annuncio, parlano di un contratto sono appena 16». Questo non significa che tutti sono potenziali evasori fiscali. «Non è infrequente che il padrone di casa firmi un contratto dopo che gli arrivi la richiesta da parte dello studente». Ma, appunto, il passaggio, la stesura del contratto, non è così automatico.
Non soltanto: l'ottenere il finanziamento da parte dell'Ersu può essere addirittura controproducente. «Accade che, quando il padrone di casa sa che lo studente ha ottenuto questo aiuto, il prezzo della stanza aumenta».
E, purtroppo, la situazione non è destinata a migliorare. «Perché», interviene Mauro Deiana, rappresentante di Unica 2.0, «gli studenti sono costretti a rivolgersi al mercato privato. Inaccettabile che siano stati spesi 38 milioni di euro per l'acquisto dei terreni di viale La Playa dove però è impossibile costruire il nuovo campus perché non ci sono soldi». Il campus avrebbe rappresentato, per l'esponente di Unica 2.0, una soluzione. «Invece, gli studenti sono costretti a cercare ancora gli appartamenti privati». Che si prestano sempre a speculazioni. «Alcuni proprietari, davanti a uno studente che ha questo aiuto, aumenta l'affitto del 20, 30 per cento».
Ma quali soluzioni potrebbero essere adottate per risolvere, almeno in parte, i problemi? «In primo luogo», risponde Francesco Deledda, «i posti letto messi a disposizione degli studenti dovrebbero aumentare. Invece, diminuiscono di anno in anno. Nel 2010 sono 917 nella casa dello studente, dodici mesi prima erano circa 950». Qualunque soluzione può essere presa in considerazione. «Purtroppo è saltato il campus di viale La Playa. Anche il campus diffuso di Castello andrebbe benissimo. Ma, se non ci sono i soldi per uno, dove trovare le risorse per sistemare le case del quartiere storico?». Dunque, occorre trovare soluzioni immediatamente attuabili. «Si potrebbe, per esempio, creare un organo terzo che valuti e analizzi i prezzi degli affitti degli appartamenti». (m. c. )

30/09/2010