Rassegna Stampa

La Nuova Sardegna

Sant’Elia, il Pd sfida il sindaco

Fonte: La Nuova Sardegna
29 settembre 2010

MERCOLEDÌ, 29 SETTEMBRE 2010

Pagina 1 - Cagliari


«Dopo l’addio di Cellino, Floris dica subito cosa vuol fare dello stadio»

A gennaio era stata approvata la riqualificazione con gara pubblica per la concessione. Cosa è cambiato?

GIUSEPPE CENTORE

CAGLIARI. Tra i tanti sogni del Pd cittadino, uno riguarda lo stadio Sant’Elia. «Vorremmo che da qui alla fine della consiliatura il Comune dicesse una parola chiara sul futuro dello stadio. Non importa sapere chi dovrà pronunciarla, se sindaco giunta, o assemblea civica, ma è tempo di decidere».
L’aut-aut. Il capogruppo Ninni Depau e il vicepresidente della commissione lavori pubblici Claudio Cugusi «ma io nel cassetto ho anche il sogno della definitiva approvazione entro l’anno del Piano urbanistico del Poetto», lanciano un aut-aut a Emilio Floris. «Rompa gli indugi e dica adesso cosa vuol fare dello stadio». Un modo indiretto anche per far venire allo scoperto Cellino. «Non sappiamo cosa succederà nell’area di Santa Caterina a Elmas, ma dopo la definitiva bocciatura dell’ipotesi stadio da parete dell’Enac credo che presto parte di quei terreni da agricoli diventeranno destinati in qualche modo a edilizia residenziale, chiudendo un cerchio altrimenti incomprensibile. E allora vedremo veramente cosa vorrà fare Cellino», ha sottolineato Cugusi.
L’inerzia. Lo strumento scelto del Pd per far venire allo scoperto l’inerzia della amministrazione è quello della mozione, «che verrà subito presentata in aula». A gennaio la giunta aveva approvato uno studio di massima per la riqualificazione e ristrutturazione del Sant’Elia predisposto dal Cagliari Calcio, precisando che il gestore sarebbe stato scelto con evidenza pubblica, e non a trattativa privata, come voleva Cellino; da allora è tutto fermo. Il Comune non ha fatto alcun passo in avanti, Cellino si è mosso per cercare una area diversa dove costruire lo stadio, consapevole del fatto che in assenza di importanti interventi di ristrutturazione il prossimo anno quella struttura non sarà omologata per le partite. Da più parti si è visto con terrore l’“addio” dei rossoblù dalla città, fosse solo per andare a Elmas. Adesso il Pd cerca di far venire allo scoperto le ragioni di un incomprensibile immobilismo. «La società deve ancora diversi mesi di affitto, risibile per giunta rispetto a quello pagato da altre società di A, e ritiene che questo vada scontato dai lavori nell’impianto fatti a sue spese. Abbiamo il sospetto - dice Depau - che far passare quei crediti nel conto patrimoniale sia un modo buffo per renderli inesigibili, ma così facendo non si aiuta né la società nè tantomeno il patrimonio sportivo cittadino». «Il Sant’Elia è un ben di tutti di tutti, va recuperato e non abbandonato. Adesso è poco più che un rudere. Credo sia l’unico stadio che abbia il tabellone non funzionante». Per il Pd basterebbe solo applicare il dettato della commissione lavori pubblici «che all’inizio di questa consiliatura - ricorda Cugusi - all’unanimità chiese l’avvio di un concorso di idee che riqualificasse non solo lo stadio ma l’intera area. Buttare giù lo stadio costa dai 4 ai 14 milioni di euro, come ha confermato l’assessore Lorrai, attestando una perizia presentata ai suoi uffici».
Le richieste. La mozione impegna il sindaco e la giunta informare il consiglio sui motivi per i quali, dopo otto mesi dalla decisione di promuovere una specifica gara pubblica per l’assegnazione dell’impianto, non si sia ancora proceduto al bando previsto nella delibera di gennaio. «Ma vogliamo anche sapere ufficialmente se dopo la decisione di Cellino di andare ad Elmas il Comune abbia offerto proprie aree per la costruzione dello stadio in altre parti della città», ribatte Depau, che spinge sia sul concorso di idee «di respiro internazionale e con una giuria rappresentativa delle menti migliori d’Italia e d’Europa», che su un maggiore coinvolgimento del Coni e delle federazioni sportive per rendere fruibile quell’area. «Abbiamo già la cittadella dello sport, con lo stadio, le palestre, i campi di atletica. Il Sant’Elia risistemato è l’arena perfetta per gli spettacoli estivi, come altri stadi. Il precedente della piscina di Terramaini però non ci fa ben sperare».
Il concorso di idee. Il Pd crede che solo la riqualificazione globale dell’area possa risolvere anche il problema della ristrutturazione del Sant’Elia. Una opzione ambiziosa che nel passato questa giunta, Soru presidente, decise di non perseguire, «anzi il sindaco fu costretto a fare marcia indietro su pressioni della sua maggioranza sul piano di riqualificazione ideato dalla precedente giunta Regionale rinunciando a importanti contributi regionali». Attraverso il Sant’Elia il Pd cerca anche di allaccaire i fili del dialogo con i centristi della coalizione che sostiene Floris, come conferma anche il segretario cittadino Juri Marcialis, tende la mano anche a Udc e Riformatori. «Crediamo che tra le fila di questi due partiti di maggioranza - ha concluso Cugusi - vi siano persone ragionevoli e stanche dell’inerzia della giunta Floris, che non ha mai completato alcun progetto. Qualche esempio? Su Stangioni, il Campus, Tuvixeddu. Solo quando si tratta di progetti che stanno a cuore a questo schieramento, su tutti l’intervento a Santa Gilla dell’editore-immobiliarista Sergio Zuncheddu, gli uffici diventano fulmini di guerra e, nel rispetto delle leggi, li esitano con una rapidità degna di miglior causa».